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Venere dei Medici

Venere dei Medici | Stampe | Perrier François

Stampe
Perrier François
1653
90,00 €
(Roma, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1653
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Formato
  • 130 X 225
  • Incisori
  • Perrier François

Descrizione

La statua raffigurata è la celebre Venere dei Medici. La scultura, come testimoniato da Pirro Ligorio, fu rinvenuta a Roma presso le terme di Traiano, nella vigna del vescovo di Viterbo Sebastiano Gualtieri. Entrò subito a far parte della collezione del prelato e nel 1566 fu acquistata da Alfonso d’Este. Nel 1575 l’opera fu ceduta a Ferdinando de’ Medici che decise di esporla tra le antichità di Villa Medici a Roma. La Venere fu ospitata nella sontuosa residenza romana per oltre un secolo. Nel 1677 fu trasferita a Firenze con capolavori quali l’Arrotino ed i Lottatori. Le celebri opere furono esibite nell’ambiente più prezioso degli Uffizi, la Tribuna, e la Venere fu elevata a simbolo dell’intera raccolta museale fiorentina. Il prestigio della scultura è testimoniato dalle successive vicende collezionistiche. Nel 1802 Napoleone ne ordinò il prelievo e il trasferimento a Parigi. La parentesi francese si protrasse sino al 1816 quando la scultura venne ricollocata nell’originaria sede fiorentina. Formatosi come pittore a Roma negli anni 1620-25 nella bottega di Giovanni Lanfranco, François Perrier dettò il Borgognone (donde il monogramma FPB, con F e P sovrapposte) operò nei primi anni Trenta nell’orbita di Simon Vouet a Parigi, dove ebbe come allievi Le Brun e Dufresnoy. Di nuovo a Roma per un decennio a partire dal 1635, vi realizzò due raccolte di acqueforti dall’antico, i Segmenta (1638) e le Icones et segmenta illustrium e marmore tabularum quae Romae adhuc extant… stampate al suo rientro a Parigi (1645). I Segmenta riproducono in cento tavole un’ampia silloge di statue antiche “risparmiate dall’invidioso dente del Tempo” presenti nelle principali collezioni romane; le Icones invece i più noti bassorilievi, in cinquantacinque tavole. Entrambe le opere furono progettate con la fondamentale collaborazione di Giovan Pietro Bellori, massima autorità teorica e storico-artistica del classicismo seicentesco, e di altri eruditi, e appartengono al genere degli atlanti di antiquarie romane diffusi in tutta Europa a partire dalla metà del Cinquecento. L’atlante del Perrier, concepito anzitutto come una sorta di ‘accademia cartacea’ per gli artisti – quasi una versione a stampa di un taccuino di modelli – supportata da una vasta erudizione antiquaria, ebbe una notevole fortuna, testimoniata dalle numerose ristampe e derivazioni lungo tre secoli. Le discrepanze di alcune tavole rispetto alla prima edizione dei Segmenta (molte risultano in controparte, e si riscontrano diffuse difformità nei tratteggi) corrispondono non a prove di stampa, come ipotizzato da alcuni, ma alla riedizione presso la stamperia romana De’ Rossi, inventariata col titolo di Statue insigni di Roma intagliate in acquaforte, e copiate da Francesco Perrier libro in 103 quarti fogli imperiali nel 1677 (Le regole della bellezza 2012, pp. 9-10) e in seguito Indice 1797, p. 4), realizzata con una nuova serie di matrici (oggi conservate presso la Calcografia di Stato) nell’impossibilità di riuso di quelle originali, rientrate in Francia col Perrier. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Lorenzo Fatticcioni, Le regole della bellezza. Saperi antiquari e teorie dell'Arte nei Segmenta nobilium Signorum et Statuarum di François Perrier, (2012); Gerardo de Simone, François Perrier, Segmenta nobilium signorum et statuarum, Roma, De' Rossi 1653; con disegni della bottega Baratta (2016).

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