Veduta del Sepolcro di Cajo Cestio
Veduta del Sepolcro di Cajo Cestio | Stampe | PIRANESI Giovan Battista
Veduta del Sepolcro di Cajo Cestio
Veduta del Sepolcro di Cajo Cestio | Stampe | PIRANESI Giovan Battista
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1755
- Luogo di stampa
- Roma
- Formato
- 540 X 410
- Incisori
- PIRANESI Giovan Battista
- Soggetto
- Piramide Cestia
Descrizione
Acquaforte e bulino, 1755 circa, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura âromanaâ della lastra, esemplare nel terzo stato di sei descritto da Hind, con indirizzo e prezzo: âPresso lâAutore a Strada Felice nel palazzo Tomati vicino alla Trinità deâ monti. A paoli due e mezzoâ. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana âdoppio cerchio e giglio con lettere CBâ, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. Lâopera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. Allâopera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dallâeditore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dellâautore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature âpostume romaneâ - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni â la cosiddetta âprima di Parigiâ, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dallâeditore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano lâaggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità , lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Arthur M. Hind, Giovanni Battista Piranesi, A critical study (1922), n. 35, III/VI; H. Focillon, Giovanni Battista Piranesi (1918), n. 810.