Statua di Marco Aurelio
Statua di Marco Aurelio | Stampe | BOS Cornelis
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1560
- Formato
- 210 X 330
- Incisori
- BOS Cornelis
Descrizione
Bulino, firmato con le iniziali in basso a destra: «C.B», circa 1560. Iscritto sul basamento del monumento: «IMP[ERATORI] CAES[ARI] DIVI ANTONINI F[ILIO] DIVI HADRIANI / NEPOTI DIVI TRAIANI PARTHICI PRONEPOTI DIVI / NERVAE AB NEPOTI M[ARCO] AVRELIO ANTONINO PIO / AVG[VSTO] GERM[ANICO] SARM[ATICO] PONT[IFICI] MAX[IMO] TRIB[VNICIA] POT[ESTATE] XXVII / IMP[ERATORI] VI CO[N]S[VLI] S P Q R» [Allâimperatore Marco Aurelio, Augusto, Germanico, Sarmatico, Pontefice Massimo, investito della potestà tribunizia 27 volte, proclamato imperatore sei volte, console, figlio del divino Antonino, nipote del divino Adriano, del divino Traiano Partico pronipote, del divino Nerva abnipote SPQR]. Iscritto in basso al centro: «M[arci] Avrelii Antonini piI equestris Statua aenea in area capitolina» [Statua equestre di bronzo del pio Marco Aurelio Antonino, conservata in Campidoglio]. Nei primi due decenni del Cinquecento vennero incise una serie di stampe relative a Marco Aurelio, non sappiamo se provenienti da un unico disegno che raffigurava il gruppo con lâoriginale piedistallo quadrangolare. Tra le incisioni figurano quelle di Nicoletto da Modena, Marcantonio Raimondi e quella di Marco Dente. Evelina Borea sottolinea che il gruppo equestre di Marco Aurelio venne preso in considerazione da «Nicoletto da Modena, Marco Dente, Marcello Fogolino e, forse secondo nella sequenza, Marcantonio. à impressionante la diversità tra le quattro interpretazioni: il cavaliere di Nicoletto è immaginato allâinterno di una stanza ombrosa con finestre, ed è secco e stenterello; quello di Marco Dente, il ravennate che si affiancherà a Marcantonio nella cerchia di Raffaello, è visto di lato nella piazza che ha mura merlate nello sfondo variegate di architetture di fantasia; mentre ci appare incarnato in pasta tenera e vibrante quello, rappresentato in tralice, di Marcello Fogolino, un artista vicentino di cui non è noto se e quando venne a Roma. Il Marco Aurelio di Marcantonio è più fedele al modello, col suo calibrato profilo sullo sfondo di un muretto muschiato». Il monumento è ritratto nella sua collocazione originale presso San Giovanni in Laterano. A volere il trasferimento al Campidoglio fu Paolo III (1534-1549) che peraltro era stato cardinale arciprete della basilica di San Giovanni per ben ventisei anni. Il 12 gennaio 1538 iniziarono i lavori di trasferimento della statua di Marco Aurelio dal Laterano. Dal diario di Biagio Martinelli da Cesena, cerimoniere di Paolo III, si apprende che il 25 gennaio 1538 il pontefice si recò al Campidoglio per ammirare la statua traslata. Nel frattempo, sulla piazza veniva predisposto il nuovo piedistallo in sostituzione di quello quattrocentesco del Laterano. Nel primo disegno del monumento, che si deve a Francisco de Hollanda (1540 ca.), la base è di forma ellittica e lo sfondo è quello della facciata del palazzo dei Conservatori, in elaborazione fantastica. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con sottili margini tracce di piega centrale, per il resto in ottimo stato di conservazione. Esemplare con lâindirizzo di Hendrck van Schoel. Bibliografia C. Hülsen, 1921, p. 152, 48e; Hollstein, F. W. H. Dutch and Flemish Etchings, Engravings, and Woodcuts, Ca. 1450-1700. 58 vols. Amsterdam: Menno Hertzberger, 1949-2001. v.3, p.126, n.73.