Rebus sulla Fortuna
Rebus sulla Fortuna | Stampe | Della BELLA Stefano
Rebus sulla Fortuna
Rebus sulla Fortuna | Stampe | Della BELLA Stefano
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1639
- Formato
- 210 X 280
- Incisori
- Della BELLA Stefano
Descrizione
Acquaforte, monogrammata in lastra in basso a sinistra. Ventola di forma ovale contenente figure componenti dei rebus sulla fortuna. Foglio in ovale di soggetto enigmatico e suggestivo forse da utilizzare, applicato su cartone e fissato ad un manico di legno o avorio, per decorare un ventaglio. Il rebus è un gioco che, alternando figure e lettere, invita a decifrare una frase risolutiva. Per sua natura, il rebus eÌ legato allâidea che le parole siano anche â o almeno siano rappresentabili attraverso â cose (da cui il nome rebus, ablativo di res). Prima delle vignette moderne, il gioco era declinato in forma lineare: figure e lettere si susseguono sul rigo della scrittura e vanno compitate di seguito per giungere alla sentenza risolutiva. Questo accade nelle cifre figurate di Leonardo da Vinci, vicine anche al genere dellâimpresa; nel sonetto figurato di Giovan Battista Palatino (Libro nuovo dâimparare a scrivere, 1540); nei ventagli seicenteschi di Della Bella e di Giuseppe Maria Mitelli; nei fogli volanti di contenuto politico del Risorgimento. Fra i temi preferiti ricorrono canzoni, storie d'amore, sonetti d'occasione e, come nel caso di Della Bella e Mitelli, anche proverbi e modi di dire rappresentati in forma di rebus, con alternanza di lettere e figure. Soluzione del rebus: Fortuna e dormi/Ogni uno balla a cui Fortuna suona/Chi ha la Fortuna ogni tantin di chiave basti/Ognuno sa navicar quando fa sol e vento/Migliore è un'oncia di Fortuna che due libbre di sapere/Più Fortuna che senno. Stefano della Bella fu uno degli incisori più interessanti e originali nella Firenze del XVII secolo e può considerarsi lâunico geniale continuatore dellâopera di Jacques Callot. La sua educazione artistica ebbe inizio a Firenze nella bottega degli orafi Gasparo Mola e Orazio Vanni, e la precisione del segno, tipica dellâarte orafa resterà caratteristica del suo stile. Studiò poi presso Giovanni Battista Vanni e forse anche presso il Cantagallina e Cesare Dandini, ma ben presto si dedicò all'incisione. Il suo vero maestro può considerarsi Jacques Callot, lâincisore francese che soggiornò a lungo a Firenze lasciando una forte impronta nel panorama artistico della città . Gli anni più importanti della sua carriera sono quelli che trascorre a Parigi, dal 1639 al 1650, stipendiato da Lorenzo de' Medici: lavorò insieme ad Israel Silvestre, con gli editori Langlois, Ciartres e Pierre Mariette, per stampatori francesi e per commissioni di gran prestigio, come quelle del 1641 per il cardinale Richelieu che gli affidò le illustrazioni delle sue imprese guerresche. Intorno al 1647, durante un viaggio in Olanda, dove eseguì le acqueforti con le vedute del porto di Amsterdam, incontrò Rembrandt e da quella data notiamo una eco profonda dellâarte dellâolandese nella grafica del Della Bella. Magnifica prova, impressa su carta vergata priva di filigrana, con margini, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Alexandre de Vesme, Phyllis D. Massar Stefano della Bella. Catalogue Raisonné. New York, 1971, cat. no. 111.689.