Prospetto della R. Basilica di S. Marco - Façade de la R. Basilique de S. Marc
Prospetto della R. Basilica di S. Marco - Façade de la R. Basilique de S. Marc | Stampe | Lazzari Antonio
Prospetto della R. Basilica di S. Marco - Façade de la R. Basilique de S. Marc
Prospetto della R. Basilica di S. Marco - Façade de la R. Basilique de S. Marc | Stampe | Lazzari Antonio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1835
- Luogo di stampa
- Venezia
- Formato
- 300 X 235
- Incisori
- Lazzari Antonio
- Soggetto
- Venezia
Descrizione
Magnifica veduta tratta dal raro La R. Basilica di S. Marco esposta in sei tavole. Disegnate ed eseguite allâAcquatinta da Antonio Lazzari. Copiosamente descritta nelle due lingue Italiana e Francese da Giuseppe Piazza dedicata a sua Eminenza Jacopo Monico, Cardinale di S. Chiesa, album stampato a Venezia nel 1835 e composto di sei magnifiche acquetinte di Antonio Lazzari. âAntonio Lazzari, figlio di Biagio e di Angela Franchin, nacque in Mestre in giorno diciannovesimo di settembre dellâanno 1798. Giovanissimo fu mandato a Venezia acciochè si aplicasse agli studi che convengono a chi voglia divenire buon architetto ingegnere: se non che la morte del padre il costrinse a porsi in altra carriera che gli procurasse più pronto guadagno. Da giovane ingegno quale egli era veramente, e chiamato da natura a trattare le belle arti, non poteasi avere si facilmente istitutori più valorosi. Mazzani nellâornato, Selva nellâarchitettura civile, Davide Rossi nella prospettiva, Matteini negli elementi di figura, Cipriani nellâintaglio, furono i professori che lodavano il Lazzari lodatore di ciascuno di quelli. Incominciò nellâombreggiare a chiaroscuro allâacquarella e ne riscosse approvazione e vantaggio. Dappoi venne addetto per qualche tempo nellâufficio dellâingegnere presso la nostra Congregazione Municipale, e diligente disegnava, pure vigilava i lavori che doveansi condurre. Giunto allâanno ventisettesimo di età volle consacrarsi allâincisione allâacquatinta, il cui metodo vieppiù gli affievolì la salute e gli affrettò la morte che il rapì nel giorno decimo di novembre dellâanno 1834. Caldo, infaticabile non mai ristava dal lavoro, e nelle stesse sue penose agonie voleva occuparsi in quellâarte che a ragione gli era carissima, arte che qui trasuratissima lâobbligò a farsi maestro di sé stesso. Soprattutto gli piaceva prendere gli argomenti della nostra città , e ne abbiamo dugento vedute a carta, di vario formato. Vi si ammira specialmente la superata diffcoltà della degradazione dellâombre. Ma lâopera donde pareva gli dovesse venire la più diffusa e chiara fama era la Raccolta châegli mirava a darci deâ nostri principali templi. Aveva cominciato da quello di San Marco al quale doveano primi tener dietro i templi della Salute, di S. Giorgio Maggiore, del Redentore. Ne aveva dato la chiesa di s. Marco in sei tavole in fol. Traverso, giuntavi una compendiosa descrizione di Giuseppe Piazza. Bellâelogio di essa avea fatto lâintelligente signore Alessandro Zanetti nel Giornale delle Belle Arti e di Tecnologia. Ei le lodava siccome semplicissime neâ partiti di luce, nette, vigorose, armoniche nellâinsieme, degradate con istudiosa accuratezza, diligenti e non fantastiche nelle linee, non capricciose, pazientemente eseguiteâ (cfr. Giannantonio Moschini, Dellâincisione in Venezia, 1924). Esemplare con bellissima coloritura coeva, con ossidazioni del colore, in ottimo stato di conservazione.