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Paesaggio con grande albero

Stampe
CANTAGALLINA Remigio
1603
900,00 €
(Roma, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1603
  • Formato
  • 155 X 130
  • Incisori
  • CANTAGALLINA Remigio

Descrizione

Acquaforte e bulino, 1603, datata e monogrammata in lastra in basso a destra. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con sottili margini, in ottimo stato di conservazione. Questa rara opera è parte di una serie di sei incisioni, della stessa misura e stile, datata 1603, estremamente all'avanguardia nella crescente passione fiorentina per il paesaggio. Furono anche forieri di un rinnovato interesse della città per l'incisione, che si sarebbe poi sviluppato ulteriormente negli anni a venire, principalmente sotto il patronato della famiglia Medici. Data la mancanza di punti di riferimento nazionali, l'artista cercò un modello nell'incisore nordico Paul Bril, al quale sembra essersi ispirato per la realizzazione di questa opera, in particolare al suo Paesaggio Montano con Eremita in Preghiera (Hollstein 3) o alle Vedute della Campagna Romana, datate 1590. Bril fu attivo in Francia e in Italia e morì a Roma nel 1626. Nelle composizioni di entrambi gli artisti, un enorme albero in primo piano forma il motivo principale, affiancato da un lato da elementi architettonici nella zona mediana e, dall'altro, da una veduta in lontananza. Per questa opera, Cantagallina sottopose la lastra a due diversi momenti di morsura per ottenere linee di diverso peso. La vista sullo sfondo che si intravede oltre gli edifici sulla sinistra è infatti piuttosto leggera, mentre le linee più ampie che delineano l’argine roccioso e le piante in basso al centro sono state evidentemente ottenute con una esposizione all’acido più prolungata. L’effetto che si ottiene è quello di un set da palcoscenico, con piani di recessione sfalsati, piuttosto che quello di una reale prospettiva. È stato poi usato il bulino per imbrunire le foglie in alto a sinistra nell'albero centrale e dare maggior vigore a quelle in alto a destra. Famoso principalmente per i suoi paesaggi realizzati a penna e inchiostro, Remigio Cantagallina fu attivo a Firenze per più di cinquanta anni, durante i quali realizzò più di sessanta incisioni datate tra il 1603 e il 1635. Oltre la metà delle sue opere rappresentano paesaggi, mentre molte altre sono rappresentazioni di festival e soggetti teatrali. Nativo di Borgo San Sepolcro, Cantagallina raggiunse la sua maturità artistica intorno al 1600. È possibile attribuirgli un solo dipinto, frutto della collaborazione artistica col fratello Antonio. Si tratta dell’Ultima Cena, realizzato dai due artisti nel 1604 per un monastero della loro città natale. Insieme ad Antonio e all'altro fratello Giovanni Francesco, anch’essi registrati come allievi, Cantagallina studiò presso la scuola di Giulio Parigi a Firenze. Mantenne una relazione lavorativa con Parigi per anni, incidendo i suoi soggetti teatrali e di festival. Potrebbe essere stato lui stesso ad incoraggiare Parigi, nel 1608, a rivolgere la propria abilità di artista verso l’incisione, per un lavoro a più mani in cui lui stesso fu partner. La potenza espressiva della morsura realizzata in più fasi di Cantagallina influenzò sicuramente Jacques Callot, con cui collaborò nel 1616 alla realizzazione di Guerra d’Amore. Nelle prime opere, i paesaggi di Cantagallina riflettono i prototipi dei panorami settentrionali; esiste tuttavia una serie di quattro incisioni più piccole, datate 1609 e rappresentanti eventi religiosi, di stile più miniaturistico, in cui le figure sono più briose e più vicine a quelle dei disegni di Parigi. I disegni dell’artista, molti dei quali datati, includono anche un album che documenta una gita nella parte settentrionale dei Paesi Bassi (1612-1613). L’ultimo disegno conosciuto è datato 1655. Nelle ultime opere Cantagallina era solito posizionare un enorme albero, di teatrale memoria, in primo piano; lo stile e l'esecuzione sono man mano divenuti topograficamente più accurati e più atmosferici. Bibliografia Reed & Wallace, Italian etchers of the Renaissance & Barocque, p. 210, 107. Etching and engraving, 1603, dated and signed at lower right. Magnificent work, printed on contemporary laid paper without watermark, with thin margins, in excellent condition. Famous mainly for his pen-and-ink landscapes, Remigio Cantagallina worked in Florence for fifty years; along this period, he realized more than sixty engravings between 1603 and 1635. Over a half of his works depict landscapes, while others represent festival and theatre subject. Cantagallina was born in Borgo San Sepolcro and he reached his artistic maturity around 1600. There is only one painting that can be ascribed to the artist, which he realized together with his brother Antonio. It is The Last Supper, painted in 1604 for a monastery in Borgo. Together with Antonio and the other brother Giovanni Francesco, both registered as students there, Cantagallina studied in the school of Giulio Parigi in Florence. He maintained a working relationship with Parigi for many years, engraving his theatrical subjects and his festivals. Very likely, it was Cantagallina himself who encouraged Parigi, in 1608, to use his ability in the art of engraving, and the two artists cooperated to the realization of a project. The power of the staged biting of Cantagallina influenced Jacques Callot, with whom he worked in 1616 on The War of Love. In the first period, Cantagallina's landscapes mirror the Northern prototypes; nevertheless, there is a set of four smaller engravings, dated 1609 and depicting religious events, which bears a more miniaturistic style, whose figures are more lively and closer the Parigi’s drawings. The artist’s drawings , many of which dated, include a sketchbook documenting a trip to the northern part of the Netherlands. The last known drawing bears the date 1655. In his last works, Cantagallina used to put a huge tree in the foreground, in the centre of the composition, reminding the theatrical scenes; his style and execution became more topographically accurate and more atmospheric.This rare work is part of a series of six engravings, with same size and style, dated 1603, which was in the forefront of the growing passion for landscapes in Florence. They were also foreboding of a renewed interest in etching in the whole city, which had its great development with the patronage of the Medici family. Since there were no national points of reference, the artist found his model in the Northern engraver Paul Bril, from whom he derived his inspiration for the realization of this plate, especially from his A Mountain Landscape with Hermit Praying (Hollstein 3) or his Views of the Roman Campagna, both dated 1590. Bril worked in France and Italy and died in Rome in 1626. In both Bril’s and Cantagallina’s compositions, a huge tree in the foreground becomes the central subject, flanked by architectural elements on one side and by a view in the background on the other. For this work, Cantagallina etched the plate twice to achieve lines with different weight. As a matter of fact, the view in the background behind the buildings on the left is very light, while wider lines outlining the rocky mound and the plants in the lower centre have been achieved with a longer exposure to the acid. The final effect recalls a stage set, with different recession planes instead that a real perspective. Cantagallina used also a burin to darken the leaves of the tree on upper left and to strengthen those on upper right. Bibliografia Reed & Wallace, Italian etchers of the Renaissance & Barocque, p. 210, 107. Cfr.

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