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Londinum - Londinum Urbs Praecipua Regni Angliae

Londinum - Londinum Urbs Praecipua Regni Angliae | Stampe | REMONDINI Giuseppe

Stampe
REMONDINI Giuseppe
1780
1800,00 €
(Roma, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1780
  • Luogo di stampa
  • Bassano del Grappa
  • Formato
  • 505 X 400
  • Incisori
  • REMONDINI Giuseppe
  • Soggetto
  • Londra

Descrizione

Titolo in alto in un cartiglio ornato; ai lati due stemmi araldici. Questa attraente veduta raffigura Londra dalla prospettiva del sud, centrata sul London Bridge, e abbraccia la città da Westminster fino alla Torre di Londra. Sotto la mappa c'è una legenda in 10 rimandi che individua i punti di riferimento più importanti. Il più importante è la Cattedrale di St. Paul, che viene raffigurato in una forma un po' stilizzata, poiché la grande chiesa era allora in procinto di essere interamente ricostruita secondo il grandioso progetto barocco di Sir Christopher Wren, un processo che sarebbe stato completato solo nel 1723. La cattedrale medievale originale era stata distrutta nel “Grande Incendio” del 1666. Nella legenda si trovano anche il Palazzo di Whitehall, le importanti chiese parrocchiali di St. Lawrence e St. Dunstan, il Palazzo del Vescovo di Winchester e altri ancora. Il fiume Tamigi è animato dall'apparizione di numerose navi. Queste vedute a grande scala, che ritraggono Londra mentre viene ricostruita dopo il “Grande Incendio”, sono rare e rappresentano un'affascinante testimonianza, storicamente importante, dello sviluppo della città in un periodo critico. Rarissima veduta prospettica della città incisa da Francesco Ambrosi (1751-1834) per la tipografia Remondini, sotto la direzione di Giuseppe Remondini (Bassano 1754-1811), che la pubblica a Bassano del Grappa intorno al 1780. La veduta, intagliata seguendo il modello cartografico introdotto dal francese Pierre Aveline (1656-1722), è incisa seguendo il lezioso e “popolare” stile grafico che contraddistingue le opere della tipografia Remondini, per l’intaglio delle quali era stata creata una vera e propria «scuola di intaglio». Appartiene ad una serie di vedute delle più importanti città del mondo. Sotto la guida di Giuseppe la tipografia Remondini incrementò notevolmente l’interesse per la cartografia. Oltre a questa importante serie di vedute incise da Federico Ambrosi, Giuseppe acquisto i rami e i diritti di pubblicazione delle carte prodotte da Paolo Santini (Venezia 1729 - Belluno 1793). Santini era sacerdote cattolico presso la Chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia, cartografo, incisore ed editore a Venezia, dove, nel 1776, pubblicò l’Atlas Universel dressé sur les meilleures cartes modernes. Sempre sulla base delle carte del Santini, Giuseppe Remondini stampa nel 1801 l'Atlas Géographique, dressé sur les meilleures Cartes de ces derniers tems, à l'usage des Ecoles, et de toute la Jeunesse des deux Sexes, un piccolo atlante di 60 tavole chee riprende nel formato, nel titolo e nel frontespizio figurato un analogo atlante realizzato da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (1736-1814) nel 1762. I Remondini furono una famiglia di stampatori che operarono a Bassano del Grappa da metà del XVII a metà del XIX secolo, fondata da Giovanni Antonio Remondini (Padova nel 1634 – Bassano 1711), intorno al 1657, al quale succedettero il figlio Giuseppe (Bassano 1672 - ivi 1750 circa) e i suoi discendenti. Giuseppe impresse un deciso sviluppo all'impresa, assumendo la proprietà, o quantomeno il controllo, di diverse cartiere. Dai laboratori di Bassano iniziò a uscire una straordinaria varietà di prodotti il cui immaginario iconografico dipendeva molto dalle mode e delle loro evoluzioni: ventole, giochi da tavolo di ogni genere realizzati anche in lingue diverse, carte da gioco, vedute ottiche di città utilizzate negli spettacoli di mondo nuovo, stampe predisposte per essere incollate ai mobili detti «a lacca povera» o su altri oggetti, come scatole e tabacchiere, fogli con figure da ritagliare con gruppi di immagini quali presepi, soldatini, mestieri, biglietti da visita, carta da parati, tutti materiali puntualmente registrati nei ricchissimi cataloghi che dal 1729 iniziarono a essere regolarmente pubblicati e che costituiscono una delle fonti principali per lo studio della produzione dei Remondini (Remondini, 1990, pp. 77.

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