in aedibus Card. Burghesij [Sacercotessa di Iside]
in aedibus Card. Burghesij [Sacercotessa di Iside] | Stampe | THOMASSIN Philippe
in aedibus Card. Burghesij [Sacercotessa di Iside]
in aedibus Card. Burghesij [Sacercotessa di Iside] | Stampe | THOMASSIN Philippe
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1599
- Formato
- 80 X 120
- Incisori
- THOMASSIN Philippe
Descrizione
La statua, nella collezione della Galleria Borghese, rappresenta una figura femminile veste una lunga tunica sulla quale è adagiato il mantello, lâhimation, avvolto intorno al corpo in un doppio giro. Il panneggio, caratterizzato da un risvolto obliquo trattenuto sulla spalla destra che ricade in fitte pieghe verticali dallâalto rilievo, rievoca modelli arcaici del V secolo a.C. Tale iconografia si ritrova comunemente impiegata nella scultura romana per la raffigurazione delle sacerdotesse di Iside. Proveniente dalla Collezione Ceoli, venduta nel 1607 alla famiglia Borghese, la scultura è restaurata nel 1828 dallo scultore Giuseppe Boschi, il quale aggiunge gli elementi in metallo, caratteristici della dea Iside: il fiore di loto sul capo, il sistro nella mano destra e la situla, una brocca, in quella sinistra. Esposta nel 1832 nella sala VII, la statua è da inquadrare, in base alle osservazioni stilistiche, nella prima età imperiale. Bulino, circa 1599, della serie ANTIQUARUM STATUARUM URBIS ROMAE LIBER PRIMUS, ideata, incisa e stampata a Roma da Philippe Thomassin. Esemplare nel primo stato di due. Philippe Thomassin fu incisore e editore, nativo di Troyes, attivo a Roma a partire dal 1585. Nel 1588 iniziò a pubblicare le sue opere. Nel 1589 iniziò la collaborazione con Jean Turpin; la loro società venne descritta nellâatto di scioglimento del 19 gennaio 1602 come devota alla âpratica della pittura e incisione, per lâacquisto e la vendita di incisioni stampate da loro o per loro ordine, per vendita allâestero al dettaglio e allâingrosso.â. Nel 1590 fu arrestato e interrogato dal Santo Ufficio per un ritratto - che avrebbe inciso - di Enrico IV di Francia. Nei suoi primi anni a Roma lavorò per editori come Claudio Duchetti, Lorenzo Vaccari e Marcello Clodio. Comprò vecchie lastre, anche un gruppo dagli eredi di Aliprando Caprioli nel 1599 per il quale richiese un privilegio di 10 anni a Papa Clemente VIII nello stesso anno. Nel1603 pubblicò due incisioni di Francesco Villamena. Baglione disse che amava concentrarsi di più su soggetti religiosi, ma non in maniera esclusiva, come mostra lâimportante collezione Antiquarum Statuarum Urbis Romae. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, minime ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione. Bibliografia E. Bruwaert, La vie et les oeuvres de Philippe Thomassin Graveur Troyen (1562-1622), 1914, n. 275; The De Rossi family, 497, 534, 1993; Indice delle stampe De Rossi, 17, c. 6, 1735; Indice delle stampe De Rossi, 12, c. 2, 1677; LâAntiquarum Statuarum Urbis Romae fra antichità e collezionismo, in âBollettino d'Arteâ volume speciale VI serie 1995.