Davide con la testa di Golia
Davide con la testa di Golia | Stampe | CALETTI Giuseppe
Davide con la testa di Golia
Davide con la testa di Golia | Stampe | CALETTI Giuseppe
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1620
- Formato
- 155 X 257
- Incisori
- CALETTI Giuseppe
Descrizione
Davide porta la testa di Golia che tiene per i capelli. Acquaforte, 1620/30 circa, con dedica ad Ascanio Spineda da parte dello stampatore Catarin Doino e imprint editoriale "in Ferrara con licenza di superiori". âQuesta è la più grande delle tre incisioni di Caletti che rappresentano la storia di Davide e Golia. à intrisa di un caldo senso di umanità del piccolo eroe. Soggetto prediletto dall'artista sia nei dipinti che nelle stampe, Davide esemplifica il potere delle risorse umane, la vittoria dell'uomo sulle maggiori forze fisiche del suo nemico grazie alla forza d'animo e alla determinazione. Qui Davide è raffigurato come un giovane tarchiato, con le ginocchia piegate per lo sforzo di trasportare la testa di Golia, che afferra per i capelli con entrambe le mani. L'enorme spada del gigante è quasi alta quanto il vincitore, che la stringe sotto il braccio. In lontananza appare una città murata, ripetuta con variazioni in diverse altre stampe, un riferimento alla sua città natale Cremona, con le sue alte torri medievali. In linea con la sua predilezione per la pittura narrativa primitiva, l'artista raffigura l'eroe una seconda volta in questa stampa, mentre presenta il trofeo alle porte della città (in fondo, a sinistra). Per creare l'immagine, Caletti utilizza brevi e piumosi colpi d'ago. L'artista ha dedicato molta attenzione alla rappresentazione dei capelli umani e delle frange degli stivali di Davide. Questi sono stati descritti con linee parallele sottili e curve, una modalità di disegno che è stata realizzata in modo meno convincente nell'ombreggiatura e nella modellazione della carne, del panneggio e della spada. Tutte le forme di questa incisione mancano di contorni continui o di bordi duri e sono invece morbide e pittoriche. Il tocco leggero e la qualità luminosa della stampa, con il bianco della carta sempre visibile tra le linee, richiamano l'estetica veneziana, mentre la forma piumosa dei tratti e la mancanza di contorni decisi evocano fortemente i magistrali disegni del Guercino, che devono essere stati fonte di ispirazione ed esercitare un'influenza benefica sul meno sofisticato Caletti. La stampa è dedicata ad Ascanio Spineda da Caterino Doino, incisore ed editore di origine veneziana stabilitosi a Ferrara ben prima del 1640, le cui incisioni sono state confuse con quelle di Calettiâ (cfr. Sue Welsh Reed in âItalian Etchers of the Renaissance & Barocqueâ pp. 139-140). Pittore minore poco conosciuto, la cui biografia è incompleta, Giuseppe Caletti fu attivo a Ferrara dal 1630 circa fino alla sua morte, avvenuta nel 1660. à considerato uno dei pittori di quella città , anche se alcune sue stampe sono firmate "Ioseffo Cremonesi", sottintendendo che Cremona era la sua città di nascita. I suoi lavori migliori risalgono agli anni Trenta del Cinquecento, quando fu fortemente influenzato dal Guercino. Caletti realizzò una ventina di incisioni in uno stile deliziosamente personale e facilmente riconoscibile. I soggetti duri dell'artista sembrano talvolta in contrasto con il suo stile pittorico luminoso e il suo stato d'animo innocente. Un tema comunemente rappresentato è la storia di Davide e Golia; uno storico ferrarese del XIX secolo affermò di aver visto più di trenta dipinti di questo soggetto. Non c'è una Madonna con Bambino tra le incisioni di Caletti, ma i soggetti del Vecchio Testamento che rappresentano il tema della disfatta sono frequenti in stampe come Sansone e Dalila (Bartsch 4), Giuditta con la testa di Oloferne e tre versioni di Davide con la testa di Golia. Sono rare le buone impressioni delle sue incisioni, poiché le lastre erano di solito con una morsura leggera, poco chiaroscuro e spesso erano stampate in modo un po' secco. Le incisioni di Caletti assomigliano a piccoli schizzi a penna e inchiostro, e il coinvolgimento dell'artista nell'atto del disegnare è testimoniato da una serie di tavole destinate a servire da modelli per l'insegnamento del dise.