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Atlante del Regno di Napoli Ridotto in VI Fogli

Stampe
RIZZI ZANNONI Giovanni Antonio
1815
1800,00 €
(Roma, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1815
  • Luogo di stampa
  • Napoli
  • Formato
  • 1340 X 1440
  • Incisori
  • RIZZI ZANNONI Giovanni Antonio

Descrizione

Grande carta murale, in sei fogli, del Regno di Napoli progettata e disegnata da Rizzi Zannoni ed incisa da Vincenzo Aloja, Marco di Pietro e Giuseppe Azzerboni - per il cartiglio inciso su disegno di Alessandro d'Anna. Si tratta di 6 fogli incisi in rame, di dimensioni 480x680 mm circa ciascuno, per una dimensione totale di 1340x1440 mm. La carta viene pubblicata per la prima volta nel 1806-1808 dal Gabinetto Topografico della Guerra, Stamperia Reale e dedicata a Giuseppe Napoleone I, re di Napoli e Sicilia. La scala è di 30 miglia italiane, 10 leghe comuni di Francia. Il presente esemplare, con la dedica a Giuseppe Napoleone I rimossa, è databile al 1815, anno in cui i Borbone rientrarono al trono di Napoli. “Al seguito dell'armata francese fu istituito un corpo di ingegneri geografi cui venne affidato il preciso compito di rilevare i terreni conquistati e di creare un ausilio logistico allo spostamento ed al dislocamento delle truppe. È nota l'importanza che assunsero, nelle campagne napoleoniche, le aggiornate rappresentazioni dei territori, e non desta meraviglia che l'acquisizione dei materiali cartografici esistenti e la loro messa a punto rientrassero tra le prime operazioni della politica di dominio napoleonica. Con la venuta sul trono di Napoli di Giuseppe Napoleone, furono ripresi i rilevamenti e le incisioni per la carta del Regno, abbandonati per oltre un decennio, e si potenziò l'Officina Topografica trasformandola, sul modello francese, in Deposito della Guerra. Contemporaneamente alla ripresa dei lavori per l'atlante geografico, Giuseppe Bonaparte fece eseguire una carta in scala ridotta che gli consentisse di sostituire la vecchia carta del 1769 e anche la più recente, ma ancora grossolana, rappresentazione di Bacler Dalbe, eseguita durante le campagne napoleoniche in Italia. Nacque così l'Atlante del Regno di Napoli ridotto in VI fogli, che mostra per la prima volta la nuova immagine del Regno, così come si andava rilevando, ormai da un ventennio. La carta fu incisa tra il 1807 ed il 1808 da Vincenzo ' Aloja, mentre Marco Di Pietro eseguì la scrittura. Ovviamente l'operazione di riduzione fu eseguita solo per le parti già rilevate o incise per l'Atlante Geografico in 31 fogli, mentre per le aree ancora non rilevate si dovette operare una scelta sui migliori materiali esistenti. Nella prima redazione della carta, la Basilicata non proviene da rilevamenti regolari e la Terra di Bari è rappresentata seguendo l'inesatto andamento costiero inciso nel; mancano anche i confini amministrativi ed alcuni toponimi di centri abitati minori. Queste manchevolezze vanno imputate al fatto che, evidentemente, Giuseppe Napoleone volle che l'opera fosse terminata sotto il suo regno, prima della venuta di Murat. La carta rappresenta un ulteriore passo in avanti nella tecnica di rappresentazione cartografica, soprattutto nella simbologia e nella realizzazione dell'orografia. Evidentemente Rizzi Zannoni recepisce i consigli e le critiche pubblicate nel Mémorial Topographique (il disegno delle montagne, è scritto, offre "un mélange bizarre de projections horizontales et de perspective") e adotta nella nuova carta il sistema del lumeggiamento verticale, abbandonando del tutto le visioni prospettiche dei picchi e delle creste delle montagne. ' Pur essendo contemporanea all'atlante geografico, la carta ridotta risulta più moderna e più vicina alla cartografia scientifica ottocentesca e contemporanea, sia nei contenuti che nelle espressioni grafiche. La carta ridotta in sei fogli ebbe un sostanziale aggiornamento negli anni 1810-12 con l'introduzione dei nuovi rilevamenti eseguiti in Basilicata ed in Terra di Bari. Oltre a tali modifiche, apportate al foglio numero 4, furono inseriti i confini amministrativi delle province e dei distretti così come erano stati stabiliti con la legge del 27 settembre 1806, e furono anche aggiunti parecchi centri abitati. In questa prima revisione della carta, il frontespizio non. Cfr.

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