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Riposati,RICHARD ANTOHI.OPERE 1957-1964,CARTE SEGRETE 2005[catalogo mostra,arte
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Dettagli
Descrizione
a cura di Massimo Riposati
RICHARD ANTOHI.
OPERE 1957-1964.
Edizioni CARIE SEGRETE, Roma 2005,
prima edizione,
brossura, 24x22 cm., pp.58,
numerose illustrazioni in nero e a colori,
peso: g.290
CONDIZIONI DEL LIBRO: ottime
dal testo introduttivo:
Transiti 1957-1964
Questa mostra è la testimonianza di un itinerario trasversale, un'esperienza di
"transito" un rito di passaggio, avvenuto nei primissimi armi Sessanta.
Un transito da una pittura, non mai astratta, ma ancorata all'essenza della natura.
Dipingevo non la natura, ma la terra stessa. La natura-pittura. I miei impasti diventavano
sempre più densi, più spessi, più materici.
Fabbricavo da me questi colori con pigmenti, vernici, olii, sabbie e colle.
Dei veri e propri intonaci da lavorare con spatole. Non dipingevo la natura, ma
l'essenza della natura.
Una ri-creazione della materia per farne alberi, rocce, terre, colate di basalti e lave.
Una cosmogonia del buio e della luce. Una mutazione a ritroso, dall'astratto al
concreto, dalla natura alla materia.
Il "transito" lo scarto trasversale, il rito di passaggio avviene nello scontro con
l'immagine.
L'immagine d'origine chimica, meccanica, elettronica, d'ambigua definizione, sia
corrispondenza biunivoca di un insieme di punti su un piano e nello spazio, sia
spettro, simulacro, fantasma.
Questo scontro-incontro avvenne in occasione dell'allestimento del padiglione
delle Comunità Europee alla mostra del XXI secolo a Seattle (usa).
Una manipolazione forzata di un'enorme quantità d'immagini.
Una manipolazione e una sperimentazione che mi condussero ad un rifiuto
dell'immagine.
Il rifiuto della sua proliferazione e banalità, della sua invadenza e tirannide, della
sua desacralità ed empietà, simulacro del vero e fantasma del reale, ma pur
sempre ombra inalienabile dalla nostra esistenza visuale.
Volevo distruggere la sua inconsistenza per rigenerarla.
Passai dalla materia all'antimateria.
La cancellazione è stata un passaggio dalla "pittura ad aggiungere" delle materie,
come pigmenti, sabbie e vernici, ad una "pittura a togliere", una vera e propria
liquefazione degli inchiostri da stampa, per disciogliere l'immagine.
Un atto d'aggressione e ribellione all'immagine. Una iconoclastia laica. Un atto con
segno negativo, un gesto di pittura a rovescio, che toglie e fonde sull'immagine banale
e vieta, ripetuta in serie, tutto ciò che la faceva vieta e banale, trasformandola in
un'immagine nuova ed unica.
Fu la messa a morte dell'immagine.
Mircea Eliade ha scritto : "Un vero ri-cominciamento non può avere luogo che dopo
una vera fine.
Primi fra i moderni, gli artisti si sono dati a distruggere realmente il loro mondo per ricreare
un universo artistico, nel quale l'uomo possa ad un tempo, esistere, contemplare e sognare."
Richard Antohi