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Omnibus. Settimanale di attualità politica e letteraria

Omnibus. Settimanale di attualità politica e letteraria | Libri antichi e moderni | Omnibus [Longanesi, Leo (Diretto Da)]

Libri antichi e moderni
Omnibus [Longanesi, Leo (Diretto Da)]
Rizzoli Editore,, 1937-1939
1900,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1937-1939
  • Luogo di stampa
  • Milano,
  • Autore
  • Omnibus [Longanesi, Leo (Diretto Da)]
  • Pagine
  • numero di pagine variabile.
  • Volumi
  • 2 volumi
  • Editori
  • Rizzoli Editore,
  • Formato
  • in folio.
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Politica Poesia Italiana del '900 Narrativa Italiana del '900
  • Descrizione
  • legatura in mezza pelle blu con titoli oro al dorso,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

PERIODICO Edizione originale. Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I, numero 31 dell’anno II e numeri 3 e 4 dell’anno III. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Immaginato da Leo Longanesi fin dal 1930 e pubblicato da Angelo Rizzoli, «Omnibus» intendeva essere – come il titolo dichiara – un settimanale rivolto a tutti, capace di accogliere articoli di segno diverso. Nelle sue pagine in grande formato trovano infatti spazio contributi letterari (anche con racconti e romanzi stranieri presentati in traduzione), artistici, cinematografici (con le sezioni «Nuovi film» e «Celluloide»), di costume e di attualità, la rubrica curata da Renato Barilli e Alberto Savinio «Giallo e rosso» dedicata agli spettacoli musicali e al teatro e quella satirica firmata dallo stesso Longanesi, da Mino Maccari e da Amerigo Bartoli. Ma un ruolo importante – benché intenzione del già direttore di «L’Italiano» fosse di non infastidire Mussolini, che aveva promosso l’apertura della nuova rivista ­– viene riservato anche alle notizie politiche, italiane ed estere. Oltre ai nomi già citati, a collaborare con «Omnibus» fin dai primi numeri sono giornalisti, scrittori e artisti già affermati o destinati a diventarlo: Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Emilio Cecchi, Giorgio de Chirico, Antonio Delfini, Tommaso Landolfi, Curzio Malaparte, Eugenio Montale, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Giuseppe Prezzolini, Elio Vittorini, Cesare Zavattini, gli ancora acerbi Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Considerata come una rivista fondamentale per lo sviluppo dei futuri periodici, il carattere modernissimo di «Omnibus» è afferrabile soprattutto osservando le sue immagini, con le potenti e spesso disturbanti – come nel caso della fucilazione di due uomini mostrata nel fascicolo dell’1 maggio 1937 – fotografie utilizzate per richiamare e interrogare il lettore, denunciando a volte le contraddizioni della società o il disagio nascosto dietro la retorica del regime. Non poco, per un giornale che rimaneva ciononostante allineato con il fascismo e che nel tempo determinerà la sua chiusura dopo soli due anni di attività. Se causa scatenante dell’ordine impartito da Mussolini sarà infatti l’articolo di Savinio firmato da Napoli «Il sorbetto di Leopardi» del 28 gennaio 1939 in cui, oltre a parlare delle celebrazioni leopardiane per il primo centenario dalla morte del poeta, lo scrittore e pittore lamentava la chiusura del caffè «Gambrinus» di piazza del Plebiscito per volontà del Prefetto, la decisione senza appello del Duce deve essere tuttavia ricercata nel sottile eppure costante approccio critico al regime e alla sua alleanza con la Germania hitleriana, come le analisi di prima pagina «Duce e Führer» e «Il razzismo del Terzo Reich» del 25 settembre 1937 ben dimostrano.

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