La Bancocrazia o il gran libro sociale novello sistema finanziario che mira a basare i governi su tutti gl’interessi positivi dei governanti.
La Bancocrazia o il gran libro sociale novello sistema finanziario che mira a basare i governi su tutti gl’interessi positivi dei governanti. | Libri antichi e moderni | Corvaja Giuseppe
La Bancocrazia o il gran libro sociale novello sistema finanziario che mira a basare i governi su tutti gl’interessi positivi dei governanti.
La Bancocrazia o il gran libro sociale novello sistema finanziario che mira a basare i governi su tutti gl’interessi positivi dei governanti. | Libri antichi e moderni | Corvaja Giuseppe
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1840
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Corvaja Giuseppe
- Editori
- Ubicini
Descrizione
In 8°(mm 215x140); pagg. IX, (2), 259; mezza pelle verde con titolo in oro al dorso e piatti marezzati, tagli marmorizzati. <BR>Prima edizione. L'incapacità dei governi europei di dare risposte adeguate alle necessità dei cittadini e, soprattutto, di mettere fine allo sfruttamento dei lavoratori da parte degli "oziosi" stimola Corvaja a ideare un nuovo sistema di governo, che egli chiama Bancocrazia. <BR>Chiusa l'esperienza di imprenditore industriale, riflette sull'opportunità di ripristinare nel mondo uno stato di mutualità naturale. Banca, credito, aggiotaggio sono, per Corvaja, le forme moderne in cui si manifesta la primitiva naturale mutualità. Vano è opporsi al loro sviluppo, perché è lo sviluppo stesso della civiltà, ma occorre impedire che le banche continuino a essere strumenti di potere per pochi monopolisti e aggiotatori. Propone, pertanto, di convertire tutti i cittadini in azionisti di un'unica banca nazionale, alla quale affida responsabilità di governo.<BR>La novità della proposta di Corvaja sta nell'aver ideato uno Stato-banca che capitalizza tutte le potenzialità e i prodotti dell'ingegno, del lavoro e della proprietà. Tutti coloro che hanno depositato i loro capitali, dal cittadino più povero, ricco solo della forza delle proprie braccia, fino al più grande capitalista, ricevono, in cambio, biglietti rimborsabili al portatore, spendibili come denaro contante. Attraverso la via bancocratica Corvaja ritiene di poter combattere la povertà fino alla sua cancellazione e di garantire un'equa distribuzione delle ricchezze. Alzando la bandiera dell'associazionismo, entra, dunque, nel dibattito europeo sulla questione sociale, allineandosi, per certi versi, sulle posizioni di Saint-Simon, ma, soprattutto, di Fourier. Buon esemplare con minime fioriture interne e tracce d’uso agli spigoli e all’angolo inf. del piatto ant.<BR>Caddeo, 397: Corvaja, idealmente intriso da sentimenti tra il fourieristico e il filantropico, auspica la creazione di una banca governativa che tolga i capitali ai privati e li dia allo stato. Attraverso questo sistema tutti i governati avrebbero avuto in comune i loro interessi e il danno dell'uno sarebbe stato il danno dell'altro rendendo cosi' possibile il benessere dell'umanita'. Insomma, l'essenza costitutiva della vera felicita si compone di due elementi, il credito, che dando corpo a cio che non esiste, fa diventare piu ricco chi si procura una fetta di questa magica ricchezza fittizia convenzionale, e l'associazione che ne accresce la potenza di azione per quel gran principio sintetizzabile col motto « vis unita fortior » la forza unita è più forte. <BR><BR>