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Il museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova

Il museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova | Libri antichi e moderni | Curzi, Valter

Libri antichi e moderni
Curzi, Valter
Skira, 2017
32,00 €
(Foligno, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2017
  • ISBN
  • 9788857234939
  • Luogo di stampa
  • Milano
  • Autore
  • Curzi, Valter
  • Pagine
  • 312
  • Editori
  • Skira
  • Formato
  • 28 cm
  • Soggetto
  • Patrimonio artistico italiano ''700 ''800, Beni culturali italiani dispersi
  • Descrizione
  • paperback
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Catalogo della mostra di Roma, Scuderie del Quirinale, 16 dicembre 2016 - 12 marzo 2017 -- Volume nella sua brossura originale, 312 pagine profusamente illustrate in nero e a colori. Copia in condizioni di nuovo, ancora sigillata -- A distanza di due secoli dal rientro delle opere d'arte requisite dai commissari napoleonici nei territori degli Stati italiani tra il 1796 e il 1814, un gruppo di studiosi ripercorre, in questo volume, la vicenda storica e rilegge criticamente un evento complesso e contraddittorio nelle sue motivazioni politiche e culturali. La spoliazione di opere d'arte dei territori interessati dalla conquista militare non è di certo una novità quando le truppe francesi, nell'aprile del 1796, invadono l'Italia. E tuttavia un fatto inedito che il prelievo dei beni venga fatto rientrare in alcuni casi tra le clausole dei trattati di pace e che una commissione, composta da esperti, sia incaricata di selezionare i materiali da inviare al nascente museo del Louvre, concepito come "museo della libertà". Si tratta, in definitiva, di un'operazione che fin dall'avvio intende sottrarsi alla logica di usurpazione, propria di un esercito vincitore, per apparire piuttosto come l'attuazione di un diritto acquisito, sulla spinta di nuovi principi e ideali politici. Dietro tale ottica è possibile recuperare tutto il peso della tradizione artistica italiana, avvertita come elemento di un'identità collettiva nel momento in cui si fa strada, in Europa, la coscienza del bene culturale quale risorsa impareggiabile di pubblica utilità.

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