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Il mondo e l’altro mondo. De’ quattro novissimi. Dialogo escatologico

Il mondo e l’altro mondo. De’ quattro novissimi. Dialogo escatologico | Libri antichi e moderni | Vittorio Imbriani

Libri antichi e moderni
Vittorio Imbriani
Otto/Novecento, 2026
9,50 € 10,00 €
(Milano, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2026
  • ISBN
  • 9788887734621
  • Autore
  • Vittorio Imbriani
  • Pagine
  • 68
  • Collana
  • Adularia Minima (47)
  • Editori
  • Otto/Novecento
  • Formato
  • 198×120×7
  • Soggetto
  • Saggi letterari, Religione: morte e morire, Religione: escatologia
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

"Il mondo e l’altro mondo. De’ quattro novissimi. Dialogo escatologico" fu pubblicato sulla «Rivista bolognese» nel 1868. Il dialogo affronta una domanda che riguarda ogni uomo: se la morte rappresenti il passaggio a una vita eterna o la fine definitiva dell’individuo. Ma Imbriani non svolge una trattazione teologica dei quattro novissimi – morte, giudizio, inferno e paradiso – né fa parlare allegorie. Mette invece in scena, nel fondo di un cimitero, il confronto fra Simplicio, morto credente che attende invano la conferma delle promesse religiose, e Sepolti, voce razionalistica e materialistica che gli oppone il silenzio dell’aldilà e la realtà del nulla. Ne nasce una prosa insieme filosofica, anticlericale, grottesca e comica, nella quale la discussione sull’immortalità si intreccia alla critica della rassegnazione, dell’ascetismo e del sacrificio della vita presente in nome di una ricompensa futura. "Il mondo e l’altro mondo. De’ quattro novissimi. Dialogo escatologico" occupa un posto peculiare nell’opera imbrianesca e nella letteratura italiana dell’Ottocento. Riprende la tradizione dei Dialoghi dei morti di Luciano e la mediazione moderna delle Operette morali leopardiane, ma la conduce in una direzione più aspra, corporea e linguisticamente eccentrica. L’aldilà non è qui uno spazio di consolazione: è una tomba affollata di morti che parlano, litigano e ragionano; e la metafisica è costretta a misurarsi con il corpo, la decomposizione, il desiderio di vivere e il terrore di non essere più. Con un’Avvertenza di Benedetto Croce.

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