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IL CATTIVO TEDESCO E IL BRAVO ITALIANO. LA RIMOZIONE DELLE COLPE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. - 3 ed.

IL CATTIVO TEDESCO E IL BRAVO ITALIANO. LA RIMOZIONE DELLE COLPE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. - 3 ed. | Libri antichi e moderni | FOCARDI Filippo

Libri antichi e moderni
FOCARDI Filippo
Laterza,, 2016
8,99 €
(Milano, Italia)
Chiusi per ferie fino al 09 Aprile 2026.

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2016
  • ISBN
  • 9788858123850
  • Luogo di stampa
  • Bari,
  • Autore
  • FOCARDI Filippo
  • Collana
  • ECONOMICA LATERZA
  • Editori
  • Laterza,
  • Soggetto
  • STORIA, GUERRA MONDIALE 1939-1945

Descrizione

In-8, brossura, pagine XIX, 288.In buono stato di conservazione (good copy).Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell'occupante. Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d'ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall'Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l'8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell'antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l'oppressore tedesco e il traditore fascista, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un'immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell'Asse, non senza l'interessato beneplacito e l'impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo.

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