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De profundis clamavi ad te

De profundis clamavi ad te | Libri antichi e moderni | Vannicola, Giuseppe

Libri antichi e moderni
Vannicola, Giuseppe
Edition de La Revue du Nord,, 1905
800,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1905
  • Luogo di stampa
  • Firenze,
  • Autore
  • Vannicola, Giuseppe
  • Pagine
  • pp. [4] 110 [2]; 7 tavole fuori testo (tra cui un ritratto di Vannicola e di Olga De Lichnizki), 5 illustrazioni xilografiche a piena pagina nel testo e 3 finali di Giovanni Costetti.
  • Editori
  • Edition de La Revue du Nord,
  • Formato
  • in 8°,
  • Edizione
  • Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
  • Descrizione
  • brossura in cartoncino marrone con unghie, titoli neri al piatto, xilografia in sanguigna al piatto anteriore (eseguita da Giovanni Costetti),
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini. CON AUTOGRAFO. Buon esemplare pregiato da bella dedica autografa dell’autore: «A Enrico Boni – con spirito fraterno - Vannicola». Elegantissimo libro licenziato dalla costola editoriale della rivista «Revue du Nord», fondata dal grande violinista e poeta Vannicola insieme all’amata Olga Lichnizki. Ed è proprio all’adorata e fondamentale compagna di vita e di arte che questa raccolta di prose poetiche è dedicata: «Amica - scrive Vannicola in apertura - Questo libro è un grido. / Un grido che sorge dal profondo. / Un grido che, come il vento, le più alte cime più percuote». Grido coltissimo, la cui atmosfera rarefatta è sostenuta dalle belle tavole in sanguigna e dalle xilografie in bianco e nero dal respiro simbolista di Giovanni Costetti, che firma qui anche un ritratto dell’autore e della compagna. Ma è la musica a giocare, anche in questa seconda opera dopo «Il Trittico della Vergine» del 1901, a giocare un ruolo cruciale. Come scrisse Giovanni Papini nel ricordo uscito su «La Nazione» il 12 agosto 1915, due giorni dopo la morte di Vannicola (poi ricompreso nella voce dedicata all’amico nel suo «Stroncature», edito da Vallecchi): «Ma la sua passione sincera ed essenziale era nella musica e tutto di musica è il volume che scrisse e stampò a Firenze nel 1905: “De Profundis clamavi ad te”. Non so quanto ci sia di veramente suo in questo libro ch’è un coro d’inni ai grandi profeti moderni dello spirito musicale: Mozart, Beethoven, Wag­ner. Ma c’è di suo, lo giurerei, l’amore e l’ansia fanatica: non son cose che si fingono. Ed io l’ ho sentito parlare di quegli uomini ed ho sentito e sofferto l’angoscia ch’egli sapeva strappare dal violino, in quelle sere lontane, sotto i lumi calmi, fra le tende immobili e i volti silenziosi

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