De magnalibus Mediolani (Le meraviglie di Milano)
De magnalibus Mediolani (Le meraviglie di Milano) | Libri antichi e moderni | Bonvesin de la Riva
De magnalibus Mediolani (Le meraviglie di Milano)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1974
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Bonvesin de la Riva
- Editori
- Bompiani
- Formato
- 21.5 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
"Nuova Corona", collana diretta da Maria Corti, n. 1 - Brossura editoriale con bandelle, 206 pagine con testo latino a fronte. Traduzione di Giuseppe Pontiggia; introduzione e note di Maria Corti. Tenui tracce di nastro adesivo rimosso ai fogli di guardia, peraltro ottima copia -- Il "De magnalibus Mediolani" è un'opera vivissima, piena di suggestioni per il lettore d'oggi, scritta dal più grande autore lombardo del Duecento, Bonvesin da la Riva (così chiamato dal quartiere di Milano, la ripa di porta Ticinese, ove abitava e insegnava). Nato verso la metà del Duecento e morto dopo il 1313, maestro di grammatica a Legnano, indi a Milano, scrittore di molte opere in latino e in volgare, Bonvesin compose nel 1288 il "De magnalibus Mediolani", una affascinante descrizione di Milano a molteplici livelli, un'opera che offre la possibilità di camminare con un pizzico di immaginazione fra le antiche case coi "coperti", le torri, le belle chiese, il rosso dei mattoni affacciantesi sul verde delle "ripe", tra fiumi pescosi e lucenti canali, il tutto avvolto in un grande flusso vitale. Con una felice regia, Bonvesin ci fa rivivere la realtà cittadina del suo tempo, le condizioni sociali, politiche, economiche di una città dai fitti commerci e dalla nascente industria, ma tormentata dalle ambizioni dei potenti: egli racconta come vivevano, cosa mangiavano, cosa facevano i milanesi della fine Duecento, dai notai ai messi comunali, dai chirurghi ai trombettieri, dai copisti ai macellai, ai famosi spadari e speronari, ai pescatori. Libro di una forza genuina e sorprendente, Le meraviglie di Milano, nella viva traduzione di Giuseppe Pontiggia, commentato da Maria Corti, parla al lettore d'oggi offrendogli un messaggio che da una certa prospettiva ideologica risulta mirabilmente attuale.