Arnaldo di Brescia o l'eresia dei papi. Con un indirizzo alla cristianità
Arnaldo di Brescia o l'eresia dei papi. Con un indirizzo alla cristianità | Libri antichi e moderni | Castiglia Benedetto
Arnaldo di Brescia o l'eresia dei papi. Con un indirizzo alla cristianità
Arnaldo di Brescia o l'eresia dei papi. Con un indirizzo alla cristianità | Libri antichi e moderni | Castiglia Benedetto
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1860
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Castiglia Benedetto
- Editori
- Presso La Libreria di Francesco Sanvito
- Soggetto
- Religione, Cristianesimo, Eretici ed eresie
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-8°, pp. 80, brossura editoriale gialla riquadrata. Qualche fioritura e macchia alla brossura, ma bell'esemplare. Prima edizione. Il nome dell'autore, Benedetto Castiglia, figura in calce alla dedicatoria alla città di Brescia. Alle pp. 77-79 figura una nota storica su 'La filosofia al Medio Evo'. Il Castiglia (Palermo, 1811-Montichiari, Brescia, 1877), patriota, filosofo di tendenze romagnosiane, avvocato e pubblicista di orientamento liberale, fu fra i promotori della rivoluzione siciliana del 1848 e, nel periodo postunitario, dellautonomia dello Stato dalla Chiesa. Severo critico della 'Colonna infame' manzoniana, profondamente influenzato dalla 'Scienza Nuova' vichiana, fu fra i più attivi diffusori del vichismo nella cultura siciliana e come tale ricordato dal Croce e dal Nicolini nella loro 'Bibliografia vichiana' (mentre Gentile lo aveva riduttivamente qualificato come 'spirito bizzarro'). 'Particolare ammirazione nutrì per il Vico, per cui si recò a studiare a Napoli per poter conoscere anche i luoghi in cui era vissuto. Lo ammirava, oltre che per il suo pensiero, per il carattere d'italianità che riteneva di riscontrare nella sua opera, tanto da concepire il proposito di ridurre la Scienza nuova 'in istile più piano per renderla universalmente intelligibile',progetto che poi abbandonò, essendosi convinto che 'tutto il tenore di concepire e di manifestarsi di uno scrittore' è utile a meglio definirne il carattere. Passò quindi al proposito di ripubblicare l'opera con note e commento, cosa che poi non attuo neppure, essendosi limitato a farla conoscere con vari articoli, dandone una interpretazione di carattere sensista' (Francesco Brancato in D.B.I., XXII, 1979).