“Esponendosi alla solita corsa nella città d'Alba una cavalla astigiana da una società di astesi l'anno 1837” 
“Esponendosi alla solita corsa nella città d'Alba una cavalla astigiana da una società di astesi l'anno 1837”  | Libri antichi e moderni | CACHERANO della Rocca e Quassolo
“Esponendosi alla solita corsa nella città d'Alba una cavalla astigiana da una società di astesi l'anno 1837” 
“Esponendosi alla solita corsa nella città d'Alba una cavalla astigiana da una società di astesi l'anno 1837”  | Libri antichi e moderni | CACHERANO della Rocca e Quassolo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1837
- Luogo di stampa
- Asti
- Autore
- CACHERANO della Rocca e Quassolo
- Editori
- In fine: Asti, dalla Tipografia di Carlo Massa (con permission
- Soggetto
- Stampe
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
>Foglio volante originale ottocentesco (370x235 mm), nitidamente impresso e con grande testata xilografica nella parte superiore, raffigurante un cavaliere in sella con frustino. Sonetto in dialetto Piemontese ad opera Doù solit d'Ast” (identificabile con Cacherano della Rocca e Quassolo), distribuito ad Alba durante una corsa di cavalli.
Il sonetto è organizzato su due colonne parallele: a sinistra per l'Italiano e a destra per il Piemontese. Nel parte in italiano, la cavalla viene descritta come, veloce, elegante, quasi eroica:“Snella nel corpo, agile il piè, somiglia/Rapidissima folgore nel corso…il cavaliere deve dominarla, rischio di caduta e pericolo”. La parte in piemontese, descrive la cavalla come una bestia ardita, che arriva dappertutto vincitrice e guadagna senza fatica, fa ballare la terra dalla gioia, ad Alba e ad Asti si conquista onore.“Er poeta, a l'è për pròpi un bel mesté,/A travajé quand j'an veuja, e j'an r'idea,/Appoll, aj manda i vers, com ra diarrea,/E d'votti er sciari a j'assisto cò a canté… Chila, pì forta d'cheil, e pì d'valour/Ch'a r'à balla ans ra tera d'allegria/A n'Alba, e an Ast, s'aquista d'onour./Ch'a pront i sonador/Ch'a sio ben ardi d'archett, e d'banza/Che sta bestia, a r'à bsogn d'ra gioisanssa”.
Componimento celebrativo, composto probabilmente per una scommessa o gara tra Asti ed Alba relativa ad una corsa di cavalli, evento centrale nelle feste locali e molto sentita anche a causa della storica rivalità tra le due città. I versi sono interessanti anche dal punto di vista linguistico perché espressione di un piemontese di ambito astigiano vivo, ironico e popolare. Curioso cimelio che unisce storia locale piemontese, letteratura dialettale, cultura popolare ottocentesca e stampa effimera, sconosciuto a tutti i repertori bibliografici consultati, non censito.
Stato di conservazione, discreto, con segni d'uso, traccia di antica piegatura in quattro.