Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica

17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica | Libri antichi e moderni | Villa, Emilio - Burri, Alberto

Libri antichi e moderni
Villa, Emilio - Burri, Alberto
Edizioni di Origine (Stampa: Tipografia della scuola industriale - per le arti grafiche di Città di Castello e 2RC - Roma),, 1955-1962
40000,00 €
Questo venditore offre la spedizione gratuita
con una spesa minima di 100,00€

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1955-1962
  • Luogo di stampa
  • Città di Castello - Roma,
  • Autore
  • Villa, Emilio - Burri, Alberto
  • Pagine
  • 26 carte, con 2 opere originali di Burri firmate e numerate, oltre alla sovracoperta.
  • Editori
  • Edizioni di Origine (Stampa: Tipografia della scuola industriale, per le arti grafiche di Città di Castello e 2RC - Roma),
  • Formato
  • 265 x 190 mm,
  • Soggetto
  • Poesia Italiana del '900 Libri Illustrati e d'Artista
  • Descrizione
  • cartonato marrone con sovracoperta realizzata da Burri (acquaforte, acquatinta e collage con foglia d’oro),

Descrizione

LIBRO Edizione originale nella tiratura limitata a 75 esemplari con le incisioni di Burri stampate dalla 2RC nel 1962. Dalla collezione di Giampiero Mughini. CON AUTOGRAFO. Esemplare in ottimo stato di conservazione, completo in ogni sua parte. Un libro d’artista rarissimo e segnato da intrecci editoriali e umani complessi. Questo è «17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica» nato dalla collaborazione tra Emilio Villa – qui alla sua seconda “esoedizione” dopo le «Cinque invenzioni» del 1954 con Giorgio Ascani, in arte Nuvolo – e Alberto Burri. Entrambi gravitanti nel campo della Fondazione Origine sorta sulle ceneri del milanese Gruppo Origine – fondato nel 1950 dallo stesso Burri insieme a Mario Ballocco, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla e attivo per pochi mesi - la Fondazione ideata da Colla nel 1952 a Roma divenne presto un punto di riferimento per l’arte astratta insieme al suo organo ufficiale, ovvero la rivista «Arte visive» in cui un ruolo fondamentale avrebbe avuto proprio Villa. Ed è in questo ambiente di fecondo scambio tra differenti forme di espressione artistica che il poeta di Affori e il pittore di Città di Castello cominciarono a pensare a un’opera comune. Già annunciata – come riferisce Aldo Tagliaferri nel suo «Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa» (Mimesis, 2025, p. 143, seconda edizione ampliata) – nel 1954 su «Arti visive» con il titolo «Enigmata XVII», fu un anno dopo che alcune copie del libro cominciarono a essere realizzate per le Edizioni di Origine presso la tipografia della scuola di arti grafiche “Margherini Graziani” di Città di Castello con la supervisione di Nuvolo. “Alcune”, si è scritto, perché in verità non tutti gli esemplari previsti vennero realizzati. Pensato in 99 copie (oltre a cinque riservate agli autori) ciascuna contenente i testi poetici di Villa e 3 opere originali (con varianti) di Burri - ovvero l’incisione e collage di foglia d’oro a fare da sovracoperta; un collage con tessuto parzialmente bruciato e di nuovo un’incisione con foglia d’oro – la stampa del prezioso volume si arrestò in verità a una cifra ben più bassa. Sempre Tagliaferri attesta il numero di questa edizione originale a poco più di venti, con un solo esemplare completo a oggi conosciuto conservato nella prestigiosa collezione del MoMa di New York (che parla appunto di «one known intact set from an edition of approximately 29 variants», cfr. moma.org/collection/works/156780). Delle 4 copie registrate in Opac, invece, solo quella conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze menziona le tavole di Burri (non fornendo tuttavia ulteriori indicazioni e fermando la consistenza del volume a 23 carte, in luogo delle 26 dell’esemplare qui presentato), mentre sicuramente prive delle incisioni risultano quelle custodite dal Centro Apice di Milano e dalla fiorentina Fondazione Ezio Franceschini (entrambe con dedica autografa di Villa). E analogo destino sembra sensato supporre per la copia della Centrale di Roma. Perché ad accrescere e a rendere ancora più intrigata la storia editoriale di «17 variazioni» vi è il differente atteggiamento dei due autori rispetto alla loro creazione: mentre Burri «consapevole della diligente cura con la quale ha lavorato su ogni singola pagina» (ivi, p. 144) conserva gelosamente le pochissime copie a lui riservate, Villa non si farà scrupoli a vendere singole carte «concupite dai collezionisti più perspicaci» (ibidem), a testimonianza di un diverso approccio verso la propria e l’altrui arte pur sulla base di un rapporto di amicizia e di stima che – soprattutto dal versante di Villa – non sarebbe mai davvero venuto meno. Si arriva così, per questa via, al secondo tempo del libro: per volontà di Burri, nel 1962 vennero infatti stampate 75 nuove copie dalla celebre tipografia artistica 2RC, fondata a Roma da Valter ed Eleonora Rossi nel 1959 e fin da subito attiva nella collaborazione con figure di primo piano: oltre a Burri – che per le edizioni della 2RC pubblicherà, insieme a Villa, lo straordinario «ΣΑΠΦΩ» (1982) – Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Pietro Consagra, e molti altri. Ma più che di una seconda tiratura, sembra più corretto parlare di un assemblaggio condotto a partire da materiale già approntato nel 1955 a cui si aggiungono le nuove opere del pittore umbro. Basandoci – date le scarse e poco chiare informazioni disponibili - sull’esemplare qui presentato, a variare rispetto alla “prima edizione” sono infatti le sole opere di Burri: il collage di tessuto ora sostituito da un cretto bianco – filone che l’artista aveva inaugurato nel 1958, con la presentazione di un primo cretto alla Biennale di Venezia - e le 2 restanti incisioni all’acquaforte e acquatinta (quella della sovracoperta e quella interna) più simili grazie al comune motivo composto da sottili elementi lineari e forme astratte. Identica invece all’edizione 1955 la parte testuale, inclusa l’ultima carta dove si legge: «di questa opera l’edizione originale consta di copie novantanove numerate dal numero uno al numero novantanove; e di cinque copie, per gli autori, contrassegnate con le lettere dalla A alla E stampata nella tipografia della scuola industriale per le arti grafiche in città di castello il mese di marzo millenovecentocinquantacinque». E solo all’angolo inferiore del piatto posteriore compare, impressa in rilievo bianco, l’indicazione “2RC” insieme al numero di esemplare scritto a matita. Ovvero, nel nostro caso, la copia 73 di 75, donata da Burri a un amico in occasione del suo matrimonio nel dicembre del 1975, come testimoniato dalla dedica autografa alla prima carta. Copia di eccezionale rarità, con le 2 incisioni interne del maestro dell’arte materica firmate e numerate a matita al lato inferiore, appartenente a una tiratura dalla storia affascinante e di difficile definizione, quasi quanto quella della “prima”, leggendaria, tiratura datata 1955.

Edizione: edizione originale nella tiratura limitata a 75 esemplari con le incisioni di burri stampate dalla 2rc nel 1962. dalla collezione di giampiero mughini.

Logo Maremagnum it