Ultima disposizione testamentaria d’un cessato gran sovrano
Ultima disposizione testamentaria d’un cessato gran sovrano
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Dettagli
- Luogo di stampa
- Italia
- Autore
- (Napoleone Bonaparte)
- Soggetto
- napoleone bonaparte testamento ottocento
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-8°; pp. XX, legatura in carta azzurrina semplice. Atto testamentario in versi, 52 sestine, di Napoleone Bonaparte (1769-1821), scritto l’anno della gloriosa entrata a Parigi, della disastrosa battaglia di Waterloo, della resa di Napoleone a Luigi XVIII e della deportazione a Sant’Elena. Negli ultimi versi “.e mi firmo in queste carte, Io Napoleone Bonaparte”. Si tratta di un testamento politico (”considerando che la guerra è un gioco”) e spirituale, in cui ricorda Giuseppina, il figlio, la madre, Francesco I e gli amici fedeli; ma anche traccia un quadro dell’Europa politica menzionando nei versi il depresso Regno delle Gallie, la Gran Bretagna, la Russia, Brandeburgo, l’Elvetica Alleanza, la bella Italia, il Vaticano. Napoleone, o l’anonimo autore, scrive anche l’epitaffio che desiderava sulla sua tomba, “in qualche lito erboso, lo copra di cipressi ombra patetica”. napoleone bonaparte testamento ottocento