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Storia d'Italia dal 1814 al 1850

Libri antichi e moderni
[Anelli Luigi]
(Tipografia Nazionale di G. Biancardi), 1856
70,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1856
  • Luogo di stampa
  • Italia (Torino)
  • Autore
  • [Anelli Luigi]
  • Editori
  • (Tipografia Nazionale di G. Biancardi)
  • Soggetto
  • Storia d'Italia, Storia del Risorgimento, Opere anonime
  • Sovracoperta
  • False
  • Stato di conservazione
  • In ottimo stato
  • Lingue
  • Italiano
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

2 volumi in-8°, pp. VII, 352, (4); 367, (5); brossura editoriale rosa pallido con titolo entro filetto. Bell'esemplare. Prima edizione, rara, impressa anonimamente, ma dovuta alla penna di Luigi Anelli, di questo tentativo di storia d'Italia dal Congresso di Vienna al 1850 improntato a schietti spiriti repubblicani e federalisti. Scrive Marino Parenti: 'La prefazione è firmata Sancho Abarca e comp. e il Bertarelli (l'editore) non sospetta che si tratti di pseudonimo e lo indica come autore. L'opera invece, rarissima, è di Luigi Anelli. Quanto al luogo di stampa è chiaramente indicato alla fine di ciascun volume'. L'Anelli (Lodi 1813-Milano, 1890) 'letterato, sacerdote, membro del Governo Provvisorio durante le Cinque Giornate, al ritorno degli austriaci si rifugiò a Nizza e tornò in patria nel 1859. Buon traduttore di classici, la sua opera principale è la Storia d'Italia dal 1815 al 1867, dedicata a Giuseppe Ferrari, la cui edizione definitiva uscì in Milano tra il 1864 e il 1868'. Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, p. 231. Parenti, Rarità, III, 110. Lemmi, p.110. Bertarelli, n. 9330. Rosi, II, 70. Ghisalberti, I,13 e II, 660: 'Rappresenta la voce del repubblicanesimo intransigente'. Franco Della Peruta in D.B.I., III, 1961: 'Dopo il ritorno degli Austriaci a Milano l'Anelli (che rimase nella città lombarda fino all'ultimo, per tentare di suscitarvi un'ultima resistenza) si recò in esilio a Nizza, dove si fermò fino al 1859, tenendosi lontano dalla politica militante e dedicandosi prevalentemente agli studi storici. In quegli anni lavorò in particolare ad una Storia d'Italia dal 1814 al 1850 (2 voll., Torino 1856), ampia ed onesta compilazione, condotta con tono moraleggiante e stile tacitiano, ammata però da ung viva passione politica e dai suoi ideali democratici, sinceramente vissuti: il 'progresso', come legge 'inflessibile' dell'umanità; la libertà, principio della vita dei popoli e ragione di ogni fatto politico; il popolo, elemento attivo da educare alla vita politica. In due successive edizioni (4 voll., Milano 1864; 6 voll., ibid. 1868), in cui la narrazione è condotta rispettivamente fino al 1863 ed al 1867, risultano accentuati i motivi polemici antipiemontesi e antimoderati e la coloritura repubblicana dell'opera.'.

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