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Refugium aduocatorum. Contenta in hoc opusculo. Summa Odofredi de formandis libellis Summa hermanni: centum libellorum. In arborem iudiciariam Ioannis de Grassis scriptum domesticum. Segue: Flos ultimarum voluntatum d. Rolandini Passagerii artis notarie monarce cum annotationibus d. Petri de Unzola Bononiensis. Mediolani, per Petrum Martyrum de Mantegatiis 1506 die iiii Aprilis.

Libri antichi e moderni
Odofredus, Bononiensis (Denari, Odofredo). Segue: Rolandino, De', Passaggeri
Castelliono ad impensas D. Ioan. Iacobi de Legnano, 1506-1514
1400,00 €
(Torino, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1506-1514
  • Luogo di stampa
  • Mediolani
  • Autore
  • Odofredus, Bononiensis (Denari, Odofredo). Segue: Rolandino, De', Passaggeri
  • Editori
  • Castelliono ad impensas D. Ioan. Iacobi de Legnano
  • Soggetto
  • Diritto, giuridica, Post-incunabolo
  • Sovracoperta
  • False
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

Due opere in un volume in-8°, legatura coeva in pena pergamena su piatti in cartone, titolo manoscritto al piatto superiore, tracce di legacci mancanti, diverse usure e macchie. Odofredus, Bononiensis. Refugium aduocatorum. Contenta in hoc opusculo. Summa Odofredi de formandis libellis Summa hermanni: centum libellorum. In arborem iudiciariam Ioannis de Grassis scriptum domesticum. Mediolani, Castelliono ad impensas D. Ioan. Iacobi de Legnano, 1514. In-8° (185 x 125 mm.), cc. (4), 79, 1 bianca, carattere gotico, bella marca tipografico che raffigura Angelo sostiene fra le braccia l'ostia raggiante con al centro il monogramma di Cristo e intorno al cerchio il nome dell'editore. Gora di umidità che attraversa tutto il testo, maggiormente accentuata all'inizio, tarlo al frontespizio e alle prime carte con perdita di alcune lettere, galleria di tarlo dal foglio XLII al foglio LXXVII con perdita di testo. Odofredo è stato un giurista italiano. Nacque a Bologna e studiò legge sotto Jacobus Balduinus e Franciscus Accursius. Dopo aver esercitato la legge sia in Italia che in Francia, divenne professore di diritto a Bologna nel 1228. I commenti al diritto romano a lui attribuiti sono preziosi per mostrare la crescita dello studio del diritto in Italia e per i dettagli biografici dei giuristi del XII e XIII secolo. Odofredo morì a Bologna nel 1265. Le opere del D. sono rappresentative sotto tre profili. In primo luogo per quello, appariscente e curioso, dei tanti aneddoti riguardanti la storia dello Studio e dei libri di diritto, la biografia dei maestri, la vita universitaria nel suo complesso: senza questa 'ricchezza meravigliosa di notizie', disse il Tamassia, 'nemmeno un Savigny avrebbe aperto la via così magistralmente per lo studio del diritto romano nel medio evo'. In secondo luogo per lo straripante numero di citazioni di auctores, a dimostrazione d'un cospicuo bagaglio di cultura generale e specifica: tra i classici, Cicerone e Seneca, Ovidio e Virgilio; tra i medievali Donato e Prisciano, Isidoro e Papia. I giuristi menzionati sono ben trentatré, tra i quali alcuni dei doctores antiqui (così sono designati i precedenti ad Azzone) che non hanno quasi lasciato traccia della loro attività e restano male identificabili. Per quanto riguarda un terzo aspetto, infine, i lavori del D. costituiscono la tangibile espressione di metodi e forme d'insegnamento che in tale ampia misura non sono altrimenti documentati: le lezioni sulle varie parti del Corpus iuris civilis furono raccolte in modo quasi completo, con le loro prolissità, ridondanze e addirittura con il caratteristico esordio in volgare 'Or segnori'. (Treccani). Rolandino, de' Passaggeri. Flos ultimarum voluntatum d. Rolandini Passagerii artis notarie monarce cum annotationibus d. Petri de Unzola Bononiensis. Mediolani, per Petrum Martyrum de Mantegatiis 1506 die iiii Aprilis. In-8°, (185 x 125 mm.), cc. LXI, (1), bella marca tipografico che raffigura Angelo sostiene fra le braccia l'ostia raggiante con al centro il monogramma di Cristo e intorno al cerchio il nome dell'editore, carattere gotico. Note manoscritte al frontespizio. Bei capilettera in xilografia su fondo nero. Rifilato al margine esterno, piccolo tralo dal foglio XLVIII alla fine con perdita di alcune lettere. Rolandino de' Passaggeri, in latino Rolandinus Rodulphi de Passageriis (Bologna, 1215 circa - Bologna, 1300), è stato un giurista italiano. Fu maestro di arte notarile nello Studio bolognese e uno dei più celebri giuristi medievali, la massima autorità nella scienza e tecnica del documento notarile, di cui rinnovò i formulari con rigore scientifico. Fu anche a capo della fazione guelfa bolognese e, con l'ascesa di quella, ebbe un discreto controllo della politica comunale in momenti tumultuosi. Nel 1255 pubblicò la sua grande Summa totius artis notariae: l'opera è divisa in quattro parti dedicate rispettivamente ai contratti, ai testamenti, agli atti giudiziali e alle copie e rinnovazioni degli atti. Chiamata per antonomasia la Rolandina (o Orlandina), la Summa ebbe larga diffusione in Italia e in Europa con numerose edizioni e traduzioni fino al XVII secolo ed è stato per lungo tempo il principale testo per lo studio dell'arte notarile. Attorno al 1281-83 Rolandino aggiunse alla Summa un commento (Aurora), proseguito poi da Pietro da Unzola (Aurora novissima). Nel 1257 Rolandino fu uno dei quattro notai che redassero il Liber Paradisus, i provvedimenti adottati dal comune di Bologna per l'affrancazione dei servi della gleba. Sostenitore della politica antimagnatizia, cioè avversa all'oligarchia aristocratica di antica investitura imperiale, e vicino alla parte popolare.

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