Poesie a Casarsa
Poesie a Casarsa | Libri antichi e moderni | Pasolini, Pier Paolo
Poesie a Casarsa
Poesie a Casarsa | Libri antichi e moderni | Pasolini, Pier Paolo
con una spesa minima di 100,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1942
- Luogo di stampa
- Bologna,
- Autore
- Pasolini, Pier Paolo
- Pagine
- pp. 42 [6].
- Editori
- Libreria Antiquaria Mario Landi,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900
- Descrizione
- brossura originale con fregio in rosso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale della rara opera prima.Una delle 75 copie fuori commercio appartenuta, come da firma di possesso autografa alla prima carta, a Leonardo Sinisgalli (presenta anche la data «20 Ottobre ‘44», che appare però di mano diversa). Esemplare complessivamente in ottimo stato (dorso brunito con tracce di precedente restauro amatoriale; cerniera anteriore leggermente allentata; interno pulito) conservato in astuccio con motivo geometrico astratto.La straordinaria e rara opera prima, pubblicata a proprio spese in 300 esemplari numerati più 75 fuori commercio nel luglio 1942 presso la bolognese Libreria Antiquaria di Mario Landi, che nello stesso anno avrebbe accolto anche gli esordi degli amici e compagni al Liceo Galvani – nonché futuri sodali nell’avventura di «Officina» - Francesco Leonetti (con «Sopra una perduta estate») e Roberto Roversi (con «Poesie»). Dedicata al padre Carlo Alberto, i quattordici componimenti pasoliniani sono introdotti dalle parole del poeta provenzale Peire Vidal: «Ab l’alen tir vas me l’aire / Qu’eu sen venir de Proensa: / Tot quant es de lai m’agensa», ovvero «Aspiro col respiro l’aere che sento venire di Provenza: mi piace tutto quanto proviene da questo paese». Versi significativi per una silloge che è un passaggio nel paese natale della madre e nel mondo contadino dell’infanzia, con il friulano centro-orientale a fare da lingua in un tempo, quello del ventennio fascista, avverso ai dialetti. «La prima accessione della letteratura “dialettale” all’aura della poesia d’oggi» - come Gianfranco Contini ebbe a scrivere nella sua ben nota recensione apparsa il 23 aprile 1943 sul «Corriere del Ticino» dopo essere stata, non a caso, rifiutata dal «Primato» di Bottai - attraverso un vernacolo, quello del Friuli centro-orientale, che presentava i caratteri di una «unità linguistica distinta dall’italiano». Ma, soprattutto, la prima accensione di un autore e intellettuale destinato a segnare il Novecento poetico, letterario e politico.Zabagli, Il primo libro di Pasolini (Vicenza: Ronzani, 2019)
Edizione: edizione originale della rara opera prima.