Liguria geologica e preistorica con note e disegni originali di N. Morelli. Panorami e fotografie di G. Dellepiane
Liguria geologica e preistorica con note e disegni originali di N. Morelli. Panorami e fotografie di G. Dellepiane
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1892
- Luogo di stampa
- Genova
- Autore
- Issel Arturo
- Editori
- Editore Donath
- Soggetto
- Liguria, geologia, Preistoria
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
Un volume in un tomo in-8° di testo, pp.(5), 440, alcune illustrazioni nel testo, un atlante di XXX tavole f.t. e una grande carta geologica della Liguria e territori confinanti divisa in due parti,brossure editoriali. Edizione originale e rara. E' presente solo il primo volume di testo (manca il secondo). Edoardo Grendi ha assimilato l’opera di Issel a un codice documentario (GRENDI 1996, pp. 62-63). In effetti Issel elenca e descrive i manufatti – litici, metallici, fittili– in relazione ai giacimenti (pliocenici, quaternari e neolitici o recenti), agli scopritori, e poi alle collezioni o ai musei nei quali sono conservati. In questo approccio scientifico e con la forte attenzione per la didattica e la pedagogia civica, Issel resta immune dalle mitologie del ligurismo, denuncia come priva di qualsiasi valore scientifico l’espressione “Razza ligure” . Ma soprattutto egli insiste sui concetti di stratificazione, commistione, incrociamento, penetrazione, confusione e sull’idea di facies prossime l’una all’altra, nel medesimo periodo, o di fasi successive ma non necessarie, più che di epoche come successione di tempi. Issel discute le tipologie definite da Gabriel de Mortillet, ovvero l’ordinamento dei tempi storici fondato sui manufatti (RAGGIO 2008, p. 271): “[.] anche rispetto a questa classificazione esprimo il fermo convincimento che non rappresenti rispetto alle epoche una successione di tempi, ma una serie di facies, fra le quali due, in qualche caso tre, prossime l’una all’altra, nel medesimo periodo, furono simultanee in regioni più o meno lontane” (ISSEL 1908, p. 33).