Le api panacridi in alvisopoli prosopea del Cavaliere Vincenzo Monti colla traduzione in versi latini dell'Abate Belló
Le api panacridi in alvisopoli prosopea del Cavaliere Vincenzo Monti colla traduzione in versi latini dell'Abate Belló
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1811
- Luogo di stampa
- Cremona
- Autore
- Monti Vincenzo
- Editori
- Fratelli Manini
- Curatore
- Soggetto
- LIBRI ANTICHI E RARI
- Prefatore
- Traduttore
- Illustratore
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
Vol. unico, in -8, pp. non numerate, 20 pagine, leg. cartacea originale azzurra aggiustata in antico al dorso, piccole lacune sul piatto posteriore, l'interno del testo candido nella sua carta spessa e croccante. Raro. Si tratta di un componimento in strofette anacreontiche composte ciascune di quattro settenari, il primo e il terzo sdruccioli liberi, il secondo e il quarto rimati. L’anno di composizione é il 1811, in occasione della nascita a Parigi del figlio di Napoleone e di Maria Luigia che fu chiamato Re di Roma. Cedendo alle insistenti pressioni del patrizio veneziano Alvise Mocenigo, il Monti cercò di fondere la celebrazione del neonato con quello dell'opera benemerita di Alvise, che aveva realizzato, oltre ad importanti iniziative sociali, anche significativi lavori di bonifica nei suoi possedimenti vicino a Portogruaro, che portavano il nome di Alvisopoli.