L'Archimede Di Piero Della Francesca - Codice Riccardiano 106
L'Archimede Di Piero Della Francesca - Codice Riccardiano 106
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2007
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- Luigi E Paolo Zanzi
- Editori
- VIMER Industrie Grafiche Italiane
- Descrizione
- As New
- Descrizione
- Cloth
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
Descrizione
L¿Edizione facsimile del Riccardiano 106 (settembre 2007), pubblicata in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è un¿opera di ampio respiro culturale, considerato che raccoglie in un unico cofanetto la riproduzione del manoscritto autografo di Piero della Francesca sulle opere di Archimede ed il volume dei molteplici contributi scientifici ¿ in sei lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo ¿ redatti dai maggiori esperti del settore; l¿opera ha potuto vedere la luce da una complessa sinergia d¿intenti, fra i quali è ammirabile l¿operato della "VIMER Industrie Grafiche Italiane" per la realizzazione tipografica. Il manoscritto contenente i trattati di Archimede, recentemente riconosciuto autografo di Piero della Francesca, è con tutta probabilità passato per le mani di Leonardo. Leonardo da Vinci infatti, nelle carte che ci sono pervenute, ci ha lasciato alcune citazioni riferite alle opere di Archimede. Due, in particolar modo, paiono interessantissime; testimoniano, infatti; la voglia del maestro di possedere codici con le opere del grande matematico siracusano. La prima: «Archimede è intero appresso al fratello di monsignore di Santa Gusta, in Roma. Disse di averlo dato al fratello che sta in Sardigna. Era prima nella libreria del Duca di Urbino. Fu tolto al tempo del Duca Valentino». La seconda: «Borges ti farà avere Archimede del vescovo di Padova e Vitellozzo quello da il Borgo a San Sepolcro». La seconda è certamente l¿annotazione più interessante: Vitellozzo Vitelli era alla presa di Urbino assieme al Valentino e l¿Archimede, che avrebbe dovuto dare (non è certo che questo sia avvenuto) a Leonardo, potrebbe essere uno dei codici della biblioteca di Federico oggetto di predazione, i quali furono dispersi dopo la capitolazione della città ¿ una cortesia da parte di uno dei generali del Valentino nei confronti di Leonardo, che, del medesimo principe, era ingegnere militare. Se così fosse, alla luce della recente identificazione dell¿autografo pierfrancescano della Riccardiana, sarebbe più che plausibile l¿ipotesi della presenza, nella biblioteca di Federico II, di un codice di Piero con la trascrizione di opere di Archimede; testo che, aggiunto al trattato di prospettiva e al Libellus, porterebbe almeno a tre il numero delle opere del Borghigiano presenti in tale biblioteca. Nell¿ottica di "codice depredato" potrebbe anche e forse spiegarsi l¿assenza del frontespizio (prima carta che spesso conteneva la dedica e lo stemma del proprietario) del Riccardiano 106. Questo è già di per sé un codice interessantissimo e, per ovvi motivi, di valore inestimabile: sembrerebbe di percepire, ancorché in assenza di trascrizione, un tentativo di Piero, assolutamente innovativo, di applicazione di notazioni algebriche alla geometria archimedea. La possibile ipotesi che Leonardo possa aver studiato Archimede attraverso la trascrizione e l¿interpretazione di Piero, contenuta nel Riccardiano. 106, aggiunge certamente al codice un fascino di enorme presa nell¿immaginario collettivo; fascino che, ovviamente, risulta del tutto particolare anche per gli studiosi. L¿opera edita da Grafica European Center of Fine Arts, per i tipi di VIMER Industrie Grafiche Italiane, consta di due volumi, rilegati e cartonati, ambedue dalle dimensioni esterne di mm 293x215 (il cofanetto cartonato che li racchiude ha uno spessore di mm 55). Il primo volume è composto da 82 carte (in recto e verso): è l¿edizione facsimile del manoscritto, conservato presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze con l¿indicazione numerica 106 (il manoscritto originale è cartaceo ¿ filigrana: aquila iscritta in un cerchio ¿ diviso in 8 fascicoli, quinterni e sesterni). Esso contiene un vero e proprio "corpus" di trattati di Archimede, contrassegnati da rubriche che ne indicano i titoli: De Sphaera et cilindro, Circuli dimensio, De conoidalibus et sferoidibus figuris, Archimedis inventa circa elicas hoc est spirales lineas et spatia dictis