Industrie filologiche per dar risalto alle virtù del santissimo pontefice Celestino V e liberare da alcune traccie Dante Alighieri creduto censore della celebre rinunzia fatta dal medesimo Santo
Industrie filologiche per dar risalto alle virtù del santissimo pontefice Celestino V e liberare da alcune traccie Dante Alighieri creduto censore della celebre rinunzia fatta dal medesimo Santo
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Dettagli
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Innocenzo Barcellini Bargellini
- Editori
- Pandolfo malatesta
- Soggetto
- filologia dante divina commedia inferno celestino V critica, letteraria philology
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-12°; pp. (24), 342, 82), la prima e l’ultima carta sono bianche. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Edizione originale. Dedica a Francesco Barberini. Opera di erudizione filologica in cui Innocenzo Bargellini, abate di Fossombrone, sostiene l’autore del Gran rifiuto nella Divina commedia di Dante essere non Celestino V ma Taldo della Bella, fratello di Giano, esule volontario per gli Ordinamenti di Giustizia da lui introdotti in Firenze. Inoltre l’autore propone come data di nascita di Dante il 1260. La prima Industria “Per rigettare una interpretazione d’un passo oscuro di Dante nel canto III dell’Inferno”, tra le altre viene citata l’interpretazione di Vellutello; la Seconda “Per iscoprire l’ombra incognita”, qui si parla di alcuni altri Commenti a Dante; la Terza “Per rigettare un motivo favoloso della rinunzia”, infine l’ultima Industria “Per disinganno di chi credette S. Pietro Celestino insufficiente”. Piccoli fori di tarlo passanti.