Il sogno di Scipione tradotto da un Fiorentino Anonimo del Trecento e pubblicato per la prima volta colle stampe da un codice manoscritto in pergamena. Vengono aggiunte alcune note per rischiararne l'intelligenza o pur indicare alcuni modi di lingua usati dall'antico volgarizzatore
Il sogno di Scipione tradotto da un Fiorentino Anonimo del Trecento e pubblicato per la prima volta colle stampe da un codice manoscritto in pergamena. Vengono aggiunte alcune note per rischiararne l'intelligenza o pur indicare alcuni modi di lingua usati dall'antico volgarizzatore
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1818
- Luogo di stampa
- Napoli
- Autore
- Lampredi Urbano
- Editori
- Tip. della Reale Accademia di Marina
- Soggetto
- letteratura latina, cicerone, scipione emiliano
Descrizione
In 8, pp. 23 + (1). Br. rifatta con carta d'epoca. Pubblicazione di un volgarizzamento del Trecento di 'Il sogno di Scipione', titolo con il quale e' stata tramandata la conclusione del 'De re publica' di Cicerone. Il curatore della pubblicazione, Urbano Lampredi, dichiara nella dedica a Saverio Petroni di averlo tratto da un manoscritto della Biblioteca del Marchese Tacconi, bibliofilo e letterato napoletano. Il volgarizzamento e' senza dubbio, scrive, di un Trecentista toscano e il codice da cui e' tratto contiene anche i Paradossi dello stesso Cicerone e alcune lettere di Seneca. Il Sogno di Scipione e' la descrizione di un sogno che Scipione Emiliano, protagonista del dialogo ciceroniano, avrebbe fatto mentre si trovava in Africa alla corte del re Massinissa. Presenta temi di contenuto filosofico, l'immortalita' dell'anima e la vita nell'aldila', e Cicerone vi espone anche la sua visione del cosmo in cui, nella Via Lattea, trovano pace le anime che hanno difeso in vita, con le loro azioni, lo Stato.