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Libri antichi e moderni

[Convito] (Adolfo De Bosis, Gabriele D’Annunzio, Angelo Conti)

Il Convito

Tip. dell’Unione Cooperativa Editrice - Editore Adolfo De Bosis,, 1895-1907

1350,00 €

Pontremoli srl Libreria Antiquaria

(MILANO, Italia)

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Dettagli

Anno di pubblicazione
1895-1907
Luogo di stampa
Roma,
Autore
[Convito] (Adolfo De Bosis, Gabriele D’Annunzio, Angelo Conti)
Pagine
numero di pagine variabile, tavole illustrate nel testo e fuori testo.
Volumi
12 voll.,
Editori
Tip. dell’Unione Cooperativa Editrice - Editore Adolfo De Bosis,
Formato
in 4°,
Edizione
Edizione originale.
Soggetto
Poesia Italiana dell' 800 Libri Illustrati e d'Artista
Descrizione
brossura, piatti riccamente decorati a colori,
Prima edizione

Descrizione

PERIODICO Edizione originale. Collezione completa di tutto il pubblicato in 12 numeri dal gennaio 1985 al 1907. La collezione comprende inoltre il raro numero speciale del febbraio 1896 dedicato “ai feriti d’Africa” con simbolo della Croce Rossa al piatto anteriore (mancante dell’ultima tavola «Ninfa» di Aristide Sartorio). Primi tre fascicoli (gennaio-marzo 1895) rilegati in elegante mezza pelle con angoli e piatti marmorizzati marroni (distacco fermato delle cerniere e normali abrasioni ai piatti). Restanti numeri in fascicoli sciolti complessivamente in stato più che buono/ottimo (segni del tempo alle brossure, carte occasionalmente brunite e con lievi fioriture). Ultimo fascicolo del 1907 in legatura coeva in mezza pergamena illustrata con classico fregio della rivista. Ex libris ai Libri VIIII, X-XI e XII. Di questa straordinaria e peculiare rivista, Benedetto Croce scrisse nel 1914: «La manifestazione collettiva più solenne dell’estetismo di allora fu il “Convito”, una rivista, o meglio, una serie di dodici fascicoli, che cominciò a venir fuori nel gennaio del 1895, in veste tipografica splendidissima, in magnifica carta a mano appositamente fabbricata, con caratteri di elegante disegno, con incisioni ed eliotipie nel testo e fuori testo, e che era diretta da Adolfo de Bosis, amico del D’Annunzio e degli altri più cospicui rappresentanti o fautori o simpatizzanti del nuovo estetismo». Perfetta sinossi di ciò che «Il Convito» fu, le parole del filosofo abruzzese colgono l’aspetto centrale di quell’impresa che vide uniti De Bosis – anche editore e finanziatore del progetto – e l’amico D’Annunzio, ovvero il suo essere uno degli esempi più importanti di militanza per la “Bellezza” in tempi che, citando le parole del “Proemio” al primo numero, De Bosis sentiva segnati da regressione e imbarbarimento: «Non è più il tempo del sogno solitario all’ombra del lauro o del mirto. Gli intellettuali raccogliendo tutte le loro energie debbono sostenere militarmente la causa dell’Intelligenza contro i Barbari […] La nostra Bellezza sia dunque nel tempo medesimo la Venere adorata da Platone e quella di cui Cesare diede il nome per parola d’ordine ai suoi soldati sul campo di Farsaglia: - Venus victrix». Classicismo e ideali estetici puri sono dunque l’orizzonte e le armi di battaglia di «Il Convito» di De Bosis, D’Annunzio e dello scrittore e storico dell’arte Angelo Conti. Fondata a Roma nel 1885 con il Libro I pubblicato nel gennaio di quell’anno, la rivista proseguì con periodicità irregolare - benché l’intenzione iniziale prevedesse uscite mensili - per dodici numeri, con nove fascicoli apparsi entro il dicembre 1896, il 10-11 nel gennaio 1898 e il 12 pubblicato soltanto nel 1907 (totalmente composto da De Bosis), oltre a un numero speciale del febbraio 1896 approntato per la “Festa di beneficenza per i feriti d’Africa” caratterizzato dal simbolo della Croce Rossa incastonato nel caratteristico fregio del periodico. All’interno, oltre a versi e testi dei fondatori De Bosis, D’Annunzio e Conti e a belle tavole nel testo e fuori testo, è in particolare Giovanni Pascoli a dover essere ricordato tra i collaboratori più illustri e fedeli, con i suoi «Poemi conviviali» del 1904 dedicati all’amico De Bosis e aperti con queste parole: «Adolfo, il tuo Convito non è terminato. Nel gennaio 1895 cominciava, e doveva continuare per ogni mese di quell’anno, in Roma. Come fui chiamato anch’io a far parte di quel “vivo fascio di energie militanti le quali valessero a salvare qualche cosa bella e ideale dalla torbida onda di volgarità che ricopriva ormai tutta la terra privilegiata dove Leonardo creò le sue donne imperiose e Michelangelo i suoi eroi indomabili”?». B. Croce, «La Critica», volume XII, 1914, pp. 1-14.
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