Gorgia frammenti
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1969
- Editori
- Boringhieri - Torino
- Formato
- 20x12cm
- Curatore
- Moreschini Claudio
- Soggetto
- Classici latini e greci
Descrizione
Ristampa. Enciclopedia di autori classici diretta da Colli. Gorgia è uno dei nodi, dei centri di addensamento della cultura greca. Due fenomeni primari di questa cultura, la filosofia e la retorica, in lui mescolano le loro acque. Le passioni della massa e i pensieri dei pochi diventarono l’oggetto della sue riflessioni. Le sfere sono antitetiche, ma hanno qualcosa in comune, che interessa entrambe: la parola, il “logos”. È la proprietà più caratteristica dell’uomo, ciò che si può chiamare la sua più vera “espressione”. Gorgia studiò i mezzi e le possibilità di questa espressione umana, e può considerarsi, in tale campo, un legislatore. Egli dissocia completamente la parola dalla musica, che in Parmenide, e soprattutto in Empedocle, erano ancora commiste. (…) Dunque il “logos”, – che è poi quanto noi chiamiamo “ragione”, – inventato dai “sapienti”, dev’essere loro tolto di mano, perché non riguarda le cose divine, ma è uno strumento “umano”, che può costruire ogni edificio di pensieri e distruggere ogni edificio di pensieri. Il “logos” è un terribile strumento di potenza, che incatena e dirige le passioni umane, si applica cioè alla sfera politica. Anche qui Gorgia aveva un modello: Empedocle. Ma in costui la parola era unita alla musica, la politica alla religione; il dominio sulla folla era emotivo e non razionale. Gorgia umanizza la parola, facendola accompagnare soltanto dal ritmo, ed ecco nata la retorica” (pag 5-7) [Gorgia, ‘Frammenti’, Boringhieri, Torino, 1969, traduzione di Claudio Moreschini] [Gorgia: “l’essere che non ottiene l’apparire è oscurità, e l’apparire che non ottiene l’essere è debolezza” (pag 56)] Brossura. Pp. 88. Buone condizioni.