Giulio Camillo Delminio e Torquato Tasso sulla poetica [Abbozzo autografo non firmato]
Giulio Camillo Delminio e Torquato Tasso sulla poetica [Abbozzo autografo non firmato]
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1947
- Luogo di stampa
- S. l.,
- Autore
- Croce, Benedetto
- Pagine
- 3 bifoli per 12 pagine (scritte 11). Numerate le pp. 5 e 9. Manoscritto a inchiostro nero. Moltissime correzioni e cancellature. Un piccolo foglio applicato al piede di p. [8].
- Formato
- 210 x 155 mm,
- Soggetto
- ManoscrittiFilosofiaLetteratura Antica
Descrizione
AUTOGRAFOIl testo è pubblicato quale seconda parte dell’articolo «Studii sulla letteratura cinquecentesca» sulla rivista «Quaderni della Critica» diretta da Benedetto Croce (vol. III, fasc. 7, marzo 1947, pp. 61 e ss.). -- Incipit: «Quando leggo le parole di disprezzo o d'ironia contro l’ispirazione poetica e le scemenze circa la poesia, la quale dovrebb’essere un lavoro di logica e procedere raziocinando e calcolando, e i conati teorici e pratici che seguono a coteste professioni di fede, osservo tra me e me quanto antichi siano i moderni, quanto vecchi i giovani e quanto ignoranti o ignari i novatori [.]». -- Explicit: «E per tornare a quel che si è detto in principio, vano è rinnovare in nome di un’assurdamente vagheggiata costituzione logica della poesia e di una richiesta delle regole razionali, la vieta polemica contro il romanticismo dell’ispirazione e del genio, perché, se anche (com’era inevitabile) la moda romantica diè luogo talora in pratica a false genialità e a fatue ispirazioni, il genio o l’ispirazione è intimamente regola di sè stesso, rigoroso verso sè stesso, disciplina di sè stesso, e logica altresì, ma logica della fantasia creatrice».