Elegie renane (1889 - 90)
Elegie renane (1889 - 90) | Libri antichi e moderni | Pirandello, Luigi
Elegie renane (1889 - 90)
Elegie renane (1889 - 90) | Libri antichi e moderni | Pirandello, Luigi
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1895
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Pirandello, Luigi
- Pagine
- pp. [4: carta bianca e frontespizio] 34 [10 compresa l’ultima carta bianca]; in carta forte.
- Editori
- Tipografia dell’Unione Coop. Editrice,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Rarissima prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Poesia Italiana dell' 800
- Descrizione
- brossura avorio con titoli neri e rossi al piatto; legatura in mezza pelle blu con piatti marmorizzati titoli oro al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBRORarissima prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.CON AUTOGRAFO.Esemplare pregiato da dedica autografa dell’autore all’editore Raffaello Giusti in ottimo stato (minimi segni del tempo alla brossura originale conservata, interno freschissimo; titolo erroneo al dorso della legatura che riporta «Elegie romane» in luogo di «Elegie renane»).La composizione delle «Elegie renane» risale allo stesso periodo in cui Pirandello componeva i versi di «Pasqua di Gea» (1891): le due raccolte «rappresentano le due facce — quella malinconica-invernale e quella ottimistica-primaverile — della stessa situazione, quella cioè del giovane studente-poeta siciliano nell’ambito, per lui estraneo, dell’università di Bonn» (M. Rössner, Le raccolte tedesche, in: Pirandello poeta, Firenze 1981, p. 112). Per meglio comprendere le «Elegie renane» bisogna tuttavia considerare un’altra opera di Pirandello risalente allo stesso periodo, ovvero la traduzione delle «Elegie romane» di Goethe (1896): «C’è lo stesso metro, più o meno lo stesso numero di poesie (venti, Goethe; sedici Pirandello, dopo averne escluse parecchie dalla versione definitiva per la stampa), e, cosa più importante, anche la stessa tematica: lo straniero che, lontano dalla patria, gode più liberamente il piacere dell’amore con una figlia del paese ospite» (ivi, p. 113). -- L’approdo alla pubblicazione fu piuttosto tormentato: escludendo una manciata di elegie tra quelle già apparse in rivista, l’autore si risolse a pubblicare solo una selezione nella presente plaquette, che ha tutte le caratteristiche di un’edizione privata stampata in tiratura limitata su carta di pregio. In calce alle «Elegie» una laconica nota informa: «In memoria degli anni trascorsi in Germania, nelle contrade del Reno, mando ora a stampa, per me e per gli amici, queste “Elegie”. Delle quali alcune apparvero già su riviste letterarie della penisola, come la “Vita Nuova” di Firenze e la “Cronaca d’Arte” di Milano; le altre, quantunque impallidite un po’ agli occhi miei nell’oblio, in cui purtroppo è condannata a perir presentemente la produzione di quanti come me non sanno crescer baracche alla odierna fiera letteraria, appajono adesso per la prima volta». Altre tre usciranno nel n. IV/8 di «Ariel», gennaio 1898, e altre sono rimaste inedite tra le carte dell’autore ad Agrigento. Pirandello vi tornerà ancora molto tardi, nel 1934, ripubblicando con varianti una manciata di «Elegie renane» sul n. 376 della «Nuova antologia». Numerose varianti sembra infine presentare il manoscritto conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, solo recentemente riemerso sul mercato antiquario (Christie’s 14 giugno 2001) e originariamente ceduto dall’autore stesso alla «Prima vendita di manoscritti italiani sotto gli auspici della “Fiera letteraria”» alla Festa del libro del 1927.