Documenti o siano Avvertimenti economici e Politici lasciati dal celebre avvocato sig. Francesco D'Andrea a sui nepoti. Per mantenere et aumentare la loro casa negli onori, e ricchezze da lui acquistate per mezzo dell'avocato;
Documenti o siano Avvertimenti economici e Politici lasciati dal celebre avvocato sig. Francesco D'Andrea a sui nepoti. Per mantenere et aumentare la loro casa negli onori, e ricchezze da lui acquistate per mezzo dell'avocato;
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1718
- Luogo di stampa
- Napoli
- Autore
- D'Andrea, Francesco
- Soggetto
- Manoscritti, Storia locale, Giuridica
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-4°, pp. 165 interamente manoscritte in bella grafia, legatura in piena pergamena dell'epoca con titolo su tassello al dorso. Interessante e ricercato manoscritto che ha permesso di approfondire e comprendere un delicato periodo di storia italiana. In questa minuziosa analisi il D'Andrea pur riconoscendo il primato dell'avvocatura come alto magistero per il giurista moderno e come via preferenziale per l'acquisizione di ricchezza e potere non nasconde le ambiguità e le problematiche del ceto forense con un'analisi profonda e acuta che suscitò appassionati dibattiti sui problemi proposti come testimoniano la larga diffusione del testo che rimase ( per volere dell'autore) solo un testo manoscritto. Gli Avvertimenti furono terminati l'anno prima del ritiro a Candela, nei feudi lucani del principe Doria, dove il D. vi si trasferì per un desiderio di solitudine e per il suo stato si salute declinante. Ancora oggi non è possibile stabilire il numero definitivo delle copie degli Avvertimenti ai nipoti custodite nelle biblioteche private, a riprova della fortuna e circolazione dell'opera, dell'interesse che essa suscitò non solo in ambito forense. L'ampia diffusione dell'opera dandreiana nel corso del Settecento, anche fuori del regno, già sottolineata da Nino Cortese, che ne curò la prima edizione (1923), ha consentito la conservazione di un numero imprecisato di copie manoscritte. I 39 codici finora identificati, molti dei quali mutili (spesso volutamente), ricopiati parzialmente o di secondario interesse, non possono rappresentare la totalità delle copie esistenti, né essere considerati gli unici referenti. La mancata stampa ha impedito l'omogeneità del testo; i reperti -penalizzati da sviste, correzioni e tagli - ormai devono essere valutati come singole opere.