Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere, et conservar La Memoria...
Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere, et conservar La Memoria...
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1575
- Luogo di stampa
- In Vinegia
- Autore
- DOLCE LUDOVICO.
- Editori
- per gli Heredi di Marchiò Sessa
- Soggetto
- scienza, cinquecentine
- Descrizione
- hardcover
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Cm, 14,5, cc. 118 (2) di cui l'ultima con il colophon. Grande marchio tipografico al frontespizio (gatto con il topo in bocca) e molte figure incise nel testo (perlopiù a piena pagina). Legatura ottocentesca in piena pergamena rigida con titoli in oro su tasselli al dorso. Esemplare molto ben conservato, senza difetti. Le xilografie, di notevole elaborazione formale, raffigurano vari alfabeti (uno di essi si basa su quello che si trova nell'opera di Jacobus Publicius "Oratoris Artis Epitomata", impressa a Venezia nel 1482), una testa umana con la posizione delle facoltà mentali, una città, l'albero "Hortus Philosophiae", una figura femminile simulante la "Gramatica", ecc. Si tratta di uno dei principali trattati mnemotecnici del Rinascimento italiano. Il Dolce traspone, in una forma dialogica latamente ispirata al De Oratore di Cicerone, i principi di ars memorativa contenuti nel Congestorium artificiosae memoriae (1520) del domenicano tedesco Johannes Romberch, trattato di cui il presente libro riprende anche numerose xilografie. Il Dolce, che dichiara espressamente tale debito, senza apportare innovazioni capitali alla mnemotecnica compie tuttavia un interessante sforzo di adattare le tecniche del Romberch alla cultura italiana, per esempio utilizzando, quali guide mnemoniche, Dante e le figure mitologiche presenti nella pittura di Tiziano.