Des assignats-monnoie
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1790
- Luogo di stampa
- Paris
- Autore
- Nn
- Editori
- De l'Imp. L. Potier de Lille
- Soggetto
- economia, rivoluzione francese, cartamoneta
- Sovracoperta
- False
- Lingue
- Francese
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
Placchetta in 8° (cm 14 x 22), pp 16, esemplare in ottime condizioni, in barbe, intonso. COPAC, che censisce due esemplari di questo anonimo opuscolo, lo definisce 'against the assignats': in realtà la posizione del libellista non è contraria all'emissione di assegnati, anzi ne propugna la necessità; è peraltro allarmato dalla fretta con cui questa deliberazione verrà presa, nell'aprile del 1790. Pamphlet di poco precedente la promulgazione del decreto da parte dell'Assemblea Costituente, rimedio d'urgenza di fronte alla catastrofica situazione monetaria e finanziaria ereditata, di una prima emissione di quattrocento milioni di livres basati sui beni ecclesiastici confiscati. La Nazione francese vuole pagare, ma è essenziale affrettarsi, in un momento in cui c'è un debito estero frutto di due anni consecutivi di cattivi raccolti, e l'oro francese è fatto passare all'estero in enormi quantitativi, in cambio di grano? Ciò premesso, l'A. valuta se sia meglio basarsi sulle proprietà della Chiesa o sul demanio, e passa a fissare i criteri che definiscano, tramite un 'segno' inequivocabile, i limiti delle cifre che la nuova valuta dovrà rappresentare, il tasso di interesse da determinare, poi formula proposte sui tagli e relativi interessi, e sulla ricaduta in positivo che queste misure avranno a livello nazionale ed internazionale. Passa in seguito a rappresentarsi le obiezioni all'innovazione: in primo luogo, la diffidenza inevitabile, nel ricordo che le difficoltà e pericoli di una valuta non stabile e incontrollata provocarono 70 anni prima, ai tempi di Law; ma porta esempi di attività commerciali che trarranno vantaggio dall'introduzione degli assegnat. Non mancano stoccate agli emigrati e ai possessori mascherati di denaro nascosto; l'opuscolo si chiude con un accorato invito, ai Rappresentanti della 'più grande Nazione', a procedere per la strada degli assegnati, ma senza quella fretta perniciosa che compromette le grandi opere. Non in Kress ed Einaudi, non in Barbier. Un esemplare in CCFr.