De conjunctionibus magnis insignioribus superiorum Planetarum, Solis defectionibus, et cometis, in Quarta Monarchia, cum eorundem effectuum historica expositione. His ad calcem accessit Prognosticon ab anno Domini 1564 in viginti sequentes annos.
De conjunctionibus magnis insignioribus superiorum Planetarum, Solis defectionibus, et cometis, in Quarta Monarchia, cum eorundem effectuum historica expositione. His ad calcem accessit Prognosticon ab anno Domini 1564 in viginti sequentes annos.
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1618
- Autore
- Leowitz Cyprian.
- Editori
- Marburgo, apud Paulum Egenolphum, 1618.
- Descrizione
- Paperback
- Sovracoperta
- False
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-4°; 84 pp.; legatura ottocentesca in mezza pergamena. Ex libris a timbro al verso del frontespizio e sull'ultima pagina (monogramma RB). Rara opera del tedesco Cipriano Leowitz (1524-1574) pubblicata per la prima volta nel 1564 (Laugingae ad Danubium, E. Salczer), e dedicata a Massimiliano II. Rudolf Göckel (Goclenio il Giovane; 1572-1621) usciva nel 1618 con il suo polemico "Acroteleution astrologicum, triplex hominum genus circa divinationem ex astris in scenam producens, falsamque astrologiam a vera rationibus, exemplis et experimentis distinguens". Alla base di tale scritto del Göckel vi fu appunto questa sua attenta rivisitazione del pronostico e della magistrale lettura astrologica del Leowitz, uno degli "exempla" più insigni in base ai quali "distinguere la falsa dalla vera astrologia". In questa prospettiva (come si legge nella stessa prefazione alle pp. 3-4 e nei distici gratulatori a p. 7) si giustifica la presente edizione del 1618 scrupolosamente ricorretta nel testo così come riscontrata nella sostanza "a posteriori" del pronostico. La nuova edizione del "De coniunctionibus magnis" dev'essere certo ricollegata all'Acroteleution astrologicum del Göckel ma non necessariamente legata insieme ad essa, come chiaramente dimostrano i suddetti distici elogiativi a p.7. Cantamessa 3155, p. 1108.