Cambiale con firme autografe per esteso di Bianca, Bianca Rosa e Antonio Delfini
Cambiale con firme autografe per esteso di Bianca, Bianca Rosa e Antonio Delfini
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1945
- Luogo di stampa
- Cavezzo,
- Autore
- Delfini, Antonio
- Pagine
- 1 carta scritta al recto con timbri e marche da bollo.
- Formato
- 107 x 250 mm,
- Edizione
- Documento autografo originale.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900Narrativa Italiana del '900
- Prima edizione
- False
Descrizione
AUTOGRAFODocumento autografo originale.In ottime condizioni di conservazione.Cambiale della B.P.L. (Banca popolare di Lodi), filiale di Cavezzo, dell’importo di lire «Trentamila» controfirmata dai membri della famiglia Delfini. «I possedimenti dei Delfini si estendevano nella Bassa modenese intorno alla villa di Disvetro e alla vicina Cavezzo. Nel progressivo dissolversi del patrimonio famigliare, questa casa rimarrà per Antonio un insostituibile riferimento esistenziale e letterario: “trovare un tesoro — una quarantina di milioni! — ingrandire così di mille ettari le trecento biolche di Cavezzo, circondarle di un muro, […] andarmene in carrozza con un tiro a quattro da Disvetro a Modena sulla via del Canaletto” (Diari, p. 252)» (Palazzi e Pollicelli, Antonio Delfini immagini e documenti, n. 6). La madre di Antonio Delfini, Bianca, sposò il cugino Anton Giulio Delfini nel 1904; egli morirà cinque anni dopo, nel 1909, all’età di trentatré anni. «La Mamma era stata, oltre che mia madre, la cugina più vicina della mia parentela. Essa era stata la mia sola vera Fidanzata» chioserà lo scrittore («Modena 1831», p. 10). «L’infanzia di Delfini, condizionata dall’immatura morte del padre, è tutta risolta all’interno dei soli affetti familiari: Antonio non frequenta scuole regolari e ha una formazione da autodidatta. Il profondo seppur contrastato legame che per tutta la vita lo unirà alla madre e alla sorella sembra quasi confermato dalla stretta prossimità delle date di morte: Bianca e Bianca Rosa (la sorella, nata nel 1905) muoiono nel 1962, Antonio nel febbraio del 1963» (ivi, n. 4).