Apologia de gli Academici dei Banchi di Roma contra M. Lodovico Castelvetro da Modena. In forma d'uno Spaccio di Maestro Pasquino. Con alcune operette del Predella, del Buratto, di Ser Fedocco. In difesa de la seguente Canzone del Commendatore Annibal Caro. Appartenenti tutte a l'uso de la lingua toscana, e al vero modo di poetare.
Apologia de gli Academici dei Banchi di Roma contra M. Lodovico Castelvetro da Modena. In forma d'uno Spaccio di Maestro Pasquino. Con alcune operette del Predella, del Buratto, di Ser Fedocco. In difesa de la seguente Canzone del Commendatore Annibal Caro. Appartenenti tutte a l'uso de la lingua toscana, e al vero modo di poetare.
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Dettagli
- Autore
- Caro Annibale().
- Editori
- Parma, Viotti, 1558.
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-4ø; 268 pp., 8 cc.; incisione al titolo con il motto VIM e un acciarino, marca tipografica in fine; legatura coeva in tutta pelle con intarsi, "Oxford binding" (dorso rifatto, usure agli orli e agli angoli dei piatti). Prima edizione di quest'opera che inizi• un'aspra e fierissima polemica tra l'Autore e Ludovico Castelvetro che aveva giudicato severamente un sonetto in lode della casa di Valois ("Venite all'ombra dei gran gigli d'or") scritto dal Caro nel 1553. All'Apologia rispose poi il Castelvetro a cui replicarono violentissimi sonetti di Annibal Caro che diffondevano accuse contro l'avversario: una che avesse fatto assassinare Alberigo Longo partigiano del Caro e l'altra che fosse eretico. Castelvetro dovette subire un processo dal tribunale dell'Inquisizione che lo costrinse a lasciare Roma. Gamba 276.