A vision
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1974
- Luogo di stampa
- London
- Autore
- Yeats, William Butler
- Editori
- MacMillan
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. 305, numerose illustrazioni n.t., tela editoriale con sovracc ilustrata. Una visione ci mostra come l'intervento degli ignoti Altri provochi un processo di potente condensazione delle idee e della sensibilità di Yeats, che qui sembrano fissarsi in una forma imprevedibile, eppure del tutto coerente con la sua persona. D'altra parte, fra l'occulto e la letteratura esistette per Yeats, fin dall'inizio, un vivacissimo scambio, che fu in ogni momento ambiguo, e Una visione non vale certo a risolvere questa ambiguità: anzi, infiltrando nel grandioso insieme un elemento grottesco e di patafisica comicità, bilanciando a ogni passo riverenze e insolenze, Yeats ci fa intendere che certamente sbagliate sono proprio le due prime soluzioni a cui il lettore può pensare, e cioè che l'elemento occulto sia riconducibile immediatamente all'artificio letterario oppure che qui la letteratura si pieghi a diventare veicolo dell'occulto. Ben più inquietante è il fondo di quest'opera, in cui si ritrova uno dei paradossi dell'arte moderna, per cui molto del più rigoroso formalismo si è sviluppato dal più contaminato occultismo (basti pensare ai casi di Kandinsky e di Schönberg). Yeats aveva di ciò chiara coscienza e, nell'introdurre questa sua opera eccentrica, dove però aveva descritto il meccanismo che è al centro della sua poesia, accennò al segreto che vi si cela: «Le Muse sono simili a donne che di notte escono di nascosto e si concedono a marinai sconosciuti e poi tornano a parlare di porcellane cinesi».